La lettera che agita l'Iran prima delle elezioni
In Iran, l'invio di una lettera da parte di alcuni membri del gabinetto di governo al Consiglio dei Guardiani della Costituzione, l'organo che determina la lista finale dei candidati, per sostenere un aspirante alla presidenza ha suscitato polemiche.
In Iran, la scoperta che 15 membri del gabinetto di governo hanno inviato una lettera al Consiglio dei Guardiani della Costituzione per sostenere la candidatura alla presidenza del Ministro della Cultura e dell'Orientamento Islamico, Mohammad Mehdi Esmaili, ha scatenato accesi dibattiti nel Paese.
La foto della lettera, in cui 15 esponenti del governo dichiarano il proprio sostegno al Ministro della Cultura e dell'Orientamento Islamico Esmaili, è stata pubblicata dai media nazionali.
I 15 membri del governo firmatari della lettera inviata al Consiglio dei Guardiani della Costituzione, che esamina le candidature e stabilisce la lista finale, affermano di avere "fiducia nelle capacità e nelle qualifiche politiche e amministrative" di Esmaili.
In una parte della lettera si legge: "Riteniamo che egli (Esmaili) possieda le competenze necessarie per guidare il futuro governo, nel solco del servizio al governo rivoluzionario del martire Ayatollah Raisi".
Nella lettera, che reca le firme di numerosi ministri tra cui il Vicepresidente Mohsen Mansouri, la Vicepresidente per gli Affari delle Donne e della Famiglia Ensieh Khazali, il Ministro dell'Energia Ali Mehrabian e il Ministro degli Esteri Ali Bagheri, non compare la firma del Presidente ad interim Mohammad Mokhber.
Mentre la diffusione della lettera ha sollevato polemiche, il sito di notizie conservatore "Rajanews", che sostiene Esmaili, ha affermato che lettere di questo tipo sono state inviate al Consiglio da figure politiche di spicco anche negli anni passati e che si tratta di una pratica naturale, ma che questa volta è stata strumentalizzata da una parte dei media.
Il sito "Khabaronline", noto per la sua vicinanza all'ex Presidente del Parlamento Ali Larijani, che si è candidato alle elezioni, ha presentato la notizia con il titolo: "L'insolita azione di alcuni membri del governo".
In seguito alle polemiche, un funzionario rimasto anonimo ha dichiarato all'agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA: "Questa lettera è stata preparata esclusivamente per essere presentata ai rispettivi membri del Consiglio dei Guardiani, al fine di confermare le qualifiche di uno dei candidati. La sua pubblicazione sui media non ha alcuna base".
Il funzionario ha aggiunto che verranno avviate "azioni legali" in seguito alla diffusione "illegale" della lettera sui media.
IL CONSIGLIO ANNUNCERÀ LA LISTA FINALE DEI CANDIDATI
Le elezioni presidenziali in Iran, inizialmente previste per il 2025, sono state fissate per il 28 giugno in conformità con la Costituzione, a seguito della morte del Presidente Ebrahim Raisi in un incidente in elicottero avvenuto il 19 maggio.
In questo contesto, 80 persone hanno presentato la propria candidatura: 46 conservatori, 16 indipendenti, 13 riformisti, 3 conservatori moderati e 2 appartenenti al Movimento Bahar (il gruppo di Ahmadinejad).
Il Consiglio dei Guardiani della Costituzione, che in passato ha escluso molti nomi importanti, deciderà se i candidati possiedono i requisiti necessari per partecipare alle elezioni.
Dopo che il Consiglio avrà annunciato i nomi dei candidati ammessi l'11 giugno, inizierà la campagna elettorale.
Tra i nomi più noti che hanno presentato la candidatura figurano l'ex Presidente del Parlamento Ali Larijani, l'ex Segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale Saeed Jalili, l'ex Presidente Mahmoud Ahmadinejad, il Presidente del Parlamento Ghalibaf e l'ex Vicepresidente Eshaq Jahangiri.
Anche il Ministro della Cultura e dell'Orientamento Islamico Esmaili ha presentato la propria candidatura.
Fonte della notizia: AA
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