La guerra si intensifica: l'esercito israeliano attende l'ordine di attacco dal governo
È stato riferito che il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi ha approvato tre volte il piano di attacco contro la città di Rafah, dove hanno trovato rifugio circa 1,5 milioni di persone in fuga dagli attacchi israeliani a Gaza, e che è in attesa del via libera del governo per procedere.
The Times of Israel riporta che Halevi ha informato i ministri in merito agli attacchi di Israele nella Striscia di Gaza durante una riunione a cui ha partecipato anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
IN ATTESA DELL'APPROVAZIONE DEL GOVERNO
Secondo quanto riportato dall'emittente israeliana "Canale 13", Halevi avrebbe dichiarato ai ministri di aver "approvato tre volte l'attacco a Rafah e di essere pronti a procedere non appena il governo darà il permesso". Un articolo di Haaretz, che cita fonti rimaste anonime, sottolinea invece che il governo non ha ancora stabilito un calendario per l'attacco a Rafah.
D'altra parte, è emerso che il ministro della Sicurezza nazionale di estrema destra, Itamar Ben-Gvir, e Halevi hanno discusso durante la riunione in merito alle misure di sicurezza al confine, con Ben-Gvir che ha sostenuto la necessità di "sparare a chiunque si avvicini alla frontiera".
Si sostiene inoltre che i due abbiano discusso anche del blocco degli aiuti destinati ai civili di Gaza sotto attacco, con Halevi che avrebbe affermato che "se gli aiuti non passeranno da Kerem Shalom, passeranno attraverso Rafah senza il controllo di Israele".
SEGNALI DI UN ATTACCO ISRAELIANO ALLA CITTÀ DI RAFAH
Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, in una dichiarazione rilasciata il 1° febbraio durante una visita alle truppe israeliane nella zona di Khan Yunis nella Striscia di Gaza, aveva affermato che avrebbero esteso le operazioni di terra fino alla città di Rafah, al confine con l'Egitto.
Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione del 4 febbraio, aveva dato segnali dell'imminente avvio di un'operazione di terra contro la città di Rafah.
Secondo quanto riportato il 6 febbraio dall'emittente di Stato israeliana KAN, citando fonti politiche, la città sarebbe stata evacuata prima dell'inizio delle operazioni a Rafah.
In una nota diffusa dall'ufficio del primo ministro israeliano il 9 febbraio, è stato comunicato che Netanyahu ha dato istruzioni all'esercito e alle agenzie di sicurezza di preparare un piano necessario per lanciare un attacco nel sud della Striscia di Gaza e per lo sfollamento dei circa 1,5 milioni di palestinesi che vi hanno trovato rifugio.
LA CITTÀ DI RAFAH
La città di Rafah, situata nel sud della Striscia di Gaza al confine con l'Egitto, ospita circa la metà della popolazione di Gaza, che conta 2,3 milioni di abitanti, a seguito dell'afflusso di migliaia di persone sfollate a causa degli attacchi israeliani.
Le forze israeliane prendono frequentemente di mira la città di Rafah con attacchi aerei. Si teme che, qualora Israele lanciasse un'operazione di terra contro Rafah, non rimarrebbe alcun luogo sicuro per i civili nella Striscia di Gaza.
Negli attacchi condotti da Israele nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre, sono stati uccisi almeno 28.176 palestinesi, di cui almeno 12.000 bambini e 8.190 donne, mentre 67.784 persone sono rimaste ferite.
Mentre si segnala che migliaia di corpi si trovano ancora sotto le macerie, le infrastrutture civili vengono distrutte prendendo di mira ospedali e istituti scolastici dove la popolazione ha cercato rifugio.
Fonte della notizia: AA
I piu letti
Emergono i messaggi tra Haluk Levent e la sua assistente Yeliz Kaya
La professoressa Emel diventerà una volontaria TEMA non appena uscirà!...
Dal Corano sulle lance al versetto sullo striscione: Sii retto come ti è stato ordinato
L'intervento di Kemal Okuyan su Haluk Levent fa discutere
'Vi sono piaciuti gli omaggi, vero?'
Gazzetta Ufficiale / 6 - 12 luglio 2026
Svelato il piano di fuga all'estero di Haluk Levent
Accuse di 'danno erariale e negligenza amministrativa' nell'istruzione
Özgür Özel riunirà il MYK al Parlamento
Decisione interlocutoria nel processo per l'omicidio di Kubilay Kaan Kundakçı