Iraq: autorizzate le Forze di Mobilitazione Popolare a rispondere agli attacchi di USA e Israele
Il Consiglio ministeriale per la sicurezza nazionale iracheno ha autorizzato le Forze di Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi) e le forze di sicurezza a rispondere agli attacchi, in seguito all'aumento delle incursioni contro le posizioni dell'organizzazione filo-iraniana attribuite a Stati Uniti e Israele.
Il Consiglio ministeriale per la sicurezza nazionale iracheno ha tenuto una riunione d'emergenza su istruzione del Primo Ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani. Durante l'incontro, presieduto dal premier, sono stati discussi il conflitto in corso nella regione, gli sviluppi militari e il loro impatto sull'Iraq. In una dichiarazione scritta rilasciata dal portavoce del Comando delle Forze Armate irachene, Sabah al-Numan, è stato sottolineato che, in conformità con la Costituzione, lo Stato è l'unico detentore del potere decisionale in materia di guerra e pace, aggiungendo che non sarà consentito a nessun individuo o gruppo di usurpare tale autorità. La nota specifica che il Consiglio ha condannato gli attacchi che prendono di mira la sovranità dell'Iraq e i tentativi di interferenza negli affari interni del Paese, ribadendo la necessità di mantenere relazioni regionali e internazionali nel quadro di una politica estera equilibrata e di tenere il Paese lontano dai conflitti.
Autorizzazione alle Forze di Mobilitazione Popolare e alle forze di sicurezza a rispondere agli attacchi
Al termine della riunione, il Consiglio ha concesso alle Forze di Mobilitazione Popolare (Hashd al-Shaabi), organizzazione filo-iraniana, e alle forze di sicurezza l'autorizzazione a rispondere agli attacchi. Nella dichiarazione si afferma che le forze di sicurezza adempiono ai propri doveri nel quadro della Costituzione e delle leggi. In questo contesto, è stato sottolineato che le Hashd al-Shaabi rappresentano uno degli elementi fondamentali del sistema di sicurezza nazionale e che, pertanto, non sarà consentito agli elementi affiliati a tale struttura di agire al di fuori della legge.
Il Consiglio ha deciso di esercitare il "diritto di legittima difesa" per rispondere adeguatamente alle violazioni della sovranità irachena e agli attacchi contro gli obiettivi delle istituzioni di sicurezza, in particolare contro le incursioni effettuate con aerei da combattimento e droni (UAV).
Il Ministero degli Esteri presenterà un reclamo all'ONU
È stato inoltre deciso di identificare le persone coinvolte negli attacchi contro le istituzioni di sicurezza, gli interessi dei cittadini e le missioni diplomatiche, di rivelare le strutture a cui appartengono e di avviare procedimenti legali nei loro confronti. La dichiarazione sottolinea che i funzionari responsabili di eventuali ritardi in questo processo saranno chiamati a risponderne.
Durante la riunione, è stato deciso che il Ministero degli Esteri iracheno presenterà un reclamo al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (ONU) in merito agli attacchi, chiedendone la cessazione e la condanna.
Convocati al Ministero i diplomatici statunitensi e iraniani
È stato inoltre deciso di convocare al Ministero degli Esteri l'incaricato d'affari statunitense in Iraq, Joshua Harris, e l'ambasciatore iraniano a Baghdad, Mohammed Kazem Al-Sadiq, per consegnare una nota di protesta ufficiale in merito agli attacchi contro i quartier generali delle Hashd al-Shaabi nella provincia di Anbar e in altre regioni, nonché contro le forze Peshmerga a Erbil, capitale della Regione autonoma del Kurdistan iracheno (KRG).
Il Primo Ministro iracheno al-Sudani aveva ordinato la riunione d'emergenza in seguito a un attacco aereo avvenuto nelle prime ore della giornata contro un quartier generale delle Hashd al-Shaabi ad Anbar, che ha causato la morte di 15 persone.
Fonte della notizia: 12punto
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