Insulti pesanti di Biden a Netanyahu: li avrebbe pronunciati durante incontri bilaterali!
Si sostiene che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden abbia definito il primo ministro israeliano Netanyahu un "coglione" e abbia affermato che "mi sta rendendo la vita un inferno", sostenendo che sia un ostacolo al cessate il fuoco. Era già stato riportato che la scorsa settimana Biden avesse definito Netanyahu uno "stronzo".
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrebbe rivolto insulti al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Oltre a definire Netanyahu un "coglione" e ad affermare che "mi sta rendendo la vita un inferno", era stato precedentemente riportato che Biden avesse definito Netanyahu uno "stronzo".
Secondo fonti governative che hanno parlato con la NBC, Biden avrebbe utilizzato queste espressioni per riferirsi a Netanyahu durante 'riunioni' e 'incontri bilaterali'.
La ragione addotta sarebbe il modo in cui Netanyahu gestisce la guerra a Gaza. Il sostegno di Biden a Israele è stato messo in discussione dai suoi elettori per qualche tempo, poiché il presidente sta perdendo consensi a causa del prolungarsi della guerra a Gaza e dei metodi utilizzati da Israele.
"DOPO L'INIZIO DELLE OPERAZIONI NELL'AREA DI RAFAH A GAZA..."
Mentre Israele intensifica le sue operazioni nell'area di Rafah, secondo quanto riportato dalla NBC citando la 'cerchia ristretta del presidente', Biden avrebbe detto ai suoi collaboratori che 'ora basta' riguardo alla guerra.
Nei sondaggi d'opinione, il tasso di approvazione di Biden è sceso sotto il 40% e, nelle rilevazioni per le elezioni del prossimo novembre, risulta essere 11 punti dietro Donald Trump.
I ricercatori indicano che, oltre a ragioni come la stagnazione economica, l'immigrazione e il costo della vita, tra i motivi principali dell'erosione dei consensi di Biden vi sono gli eventi a Gaza e il sostegno dell'amministrazione Biden a Israele.
Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, la Casa Bianca potrebbe iniziare a ridurre il proprio sostegno a Israele.
In particolare, Blinken, che ha visitato la regione la scorsa settimana, aveva dichiarato durante la sua visita a Tel Aviv che non avrebbero sostenuto un'operazione nel sud di Gaza.
Si teme che un'operazione a Rafah, che ospita più di 1 milione di persone, possa scatenare una grave crisi umanitaria nella regione. Tuttavia, è noto che gli Stati Uniti non abbiano ancora preso in considerazione l'opzione di limitare le forniture di armi a Israele.
Il Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ha smentito le accuse, affermando che esiste una 'relazione basata sul rispetto' tra il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro israeliano.
Fonte della notizia: 12punto
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