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Il sindaco di New York Mamdani sottolinea l'importanza degli immigrati nel discorso per il 250° anniversario degli Stati Uniti

Il sindaco di New York Zohran Mamdani, nel suo discorso per il 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, ha posto l'accento sulla fondazione del Paese e sul ruolo storico degli immigrati.

Il sindaco di New York Mamdani sottolinea l'importanza degli immigrati nel discorso per il 250° anniversario degli Stati Uniti

Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha parlato alla stampa dal suo ufficio presso il municipio di New York, seduto alla scrivania appartenuta al primo presidente degli Stati Uniti, George Washington, in occasione del 250° anniversario dell'indipendenza americana. Nel suo discorso, Mamdani ha analizzato il percorso democratico del Paese, dalle sue origini fino ai giorni nostri.

Riferendosi al ruolo centrale di New York nella storia americana, Mamdani ha affermato che la forza del Paese deriva dalla volontà di persone provenienti da origini diverse di costruire un futuro comune. Sottolineando i due secoli e mezzo di storia degli Stati Uniti, Mamdani ha dichiarato che le celebrazioni per il 250° anniversario non rappresentano solo un semplice anniversario, ma offrono un'importante opportunità affinché il Paese possa confrontarsi con i propri valori. "Ci troviamo di fronte a una rara opportunità per oltre 340 milioni di persone di guardarsi l'un l'altro e dentro se stessi, per valutare chi siamo come nazione", ha dichiarato.

"L'indipendenza è stata salvata a New York"

Dedicando una parte significativa del suo discorso al ruolo svolto da New York durante la Rivoluzione americana, Mamdani ha ricordato lo scontro avvenuto a Brooklyn nel 1776, considerato la più grande battaglia della Guerra d'Indipendenza. Sottolineando che uno dei momenti critici della lotta per l'indipendenza americana si è verificato a New York, Mamdani ha detto: "L'indipendenza può essere stata dichiarata a Philadelphia, ma è stata salvata a New York".

Ricordando che George Washington fu l'ultima persona a ritirarsi da Brooklyn, Mamdani ha affermato che New York è diventata, nel corso della storia, un simbolo di speranza e di nuovi inizi per milioni di persone.

"Gli immigrati hanno svolto un ruolo decisivo nel plasmare gli Stati Uniti"

Dando ampio spazio nel suo discorso al posto occupato dagli immigrati nella storia del Paese, Mamdani ha espresso che milioni di immigrati hanno giocato un ruolo determinante nel plasmare gli Stati Uniti. Citando diverse comunità, dagli irlandesi agli italiani, dagli ebrei ai siriani, che sono giunti a New York per costruire nuove vite, Mamdani ha osservato che gli immigrati hanno dato un enorme contributo allo sviluppo del Paese nonostante la discriminazione subita.

Raccontando che anche la sua famiglia è emigrata a New York quando lui era bambino, Mamdani ha aggiunto: "Ho provato ciò che avete provato voi. Ho provato la gioia di non essere più solo un newyorkese, ma anche un americano".

"L'eccezionalismo americano non si basa sulla forza, ma sul cambiamento"

Nella sua valutazione sul concetto di "eccezionalismo americano", Mamdani ha sostenuto che la grandezza del Paese non deriva dalla sua potenza militare o economica, ma dalla sua capacità di cambiamento e rinnovamento costante. "Ci è stato detto che l'America è eccezionale perché siamo più ricchi, più forti e più potenti di chiunque altro. La verità è che l'America è eccezionale perché qui nulla è statico", ha affermato, aggiungendo che gli ideali di libertà e uguaglianza alla base della fondazione del Paese rimangono un progetto incompiuto.

Riferimenti alle politiche sull'immigrazione dell'amministrazione Trump

Nel suo discorso, Mamdani ha criticato le recenti politiche sull'immigrazione dell'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, senza nominarlo direttamente, e ha espresso la sua opposizione alle misure contro gli immigrati privi di documenti. Affermando che gli Stati Uniti sono stati storicamente un rifugio per le persone in fuga dalle persecuzioni, Mamdani ha dichiarato: "Vediamo agenti di sicurezza che mangiano il cibo preparato dai nostri vicini senza documenti e poi li portano via su furgoni senza contrassegni".

Richiamando l'attenzione sulla disuguaglianza di reddito nel Paese, Mamdani ha denunciato la concentrazione della ricchezza nelle mani di una piccola minoranza in un periodo in cui i bambini vanno a dormire affamati, lanciando un appello per la giustizia economica. Mamdani ha anche inviato messaggi significativi sul concetto di patriottismo. Criticando l'approccio del "o la ami o te ne vai", Mamdani ha affermato che il vero patriottismo consiste nel riconoscere le mancanze del Paese e cercare di correggerle.

Mamdani ha affermato: "Il patriottismo non ha mai riguardato il fingere che la nostra nazione sia perfetta. Il patriottismo è ogni atto di legittimo dissenso. È ogni marcia. È ogni protesta. Non abbandoneremo questo Paese proprio perché lo amiamo".

"Il compito dell'America è cercare di migliorare ogni giorno"

Sottolineando che il 250° anniversario degli Stati Uniti porta con sé la responsabilità di plasmare il futuro oltre che di commemorare il passato, Mamdani ha concluso: "Il compito dell'America è sforzarsi, progredire e tendere alla perfezione. È un grande privilegio vivere in una nazione che ognuno di noi può contribuire a plasmare. È nelle mani di tutti noi avvicinare l'America a quella grandezza che le persone vedono da secoli guardando verso queste coste. Che Dio benedica l'America, che Dio benedica la città di New York e buon 4 luglio".


Fonte della notizia: 12punto

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