Il presidente iraniano Pezeshkian spiega la condizione per il ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante un colloquio con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ha dichiarato che l'attuale situazione nello Stretto di Hormuz è il risultato degli attacchi di Stati Uniti e Israele, affermando: "Qualsiasi intervento esterno in questa guerra, con qualsiasi pretesto, porterà a conseguenze pericolose. Il ritorno alla normalità dipende dalla cessazione degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele".
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. Durante la conversazione sono stati discussi gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, gli ultimi sviluppi nella regione e le possibili conseguenze del conflitto. Pezeshkian ha affermato che l'UE e alcuni paesi europei hanno adottato un atteggiamento "negativo e parziale" nei confronti degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, dichiarando: "L'attacco militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l'Iran non è solo un crimine senza precedenti contro il popolo iraniano, ma anche una chiara violazione dello stato di diritto e un attacco a tutti i principi e le regole che l'Unione Europea sostiene di proteggere".
Pezeshkian ha sottolineato che l'Iran ha intrapreso i negoziati con gli Stati Uniti con un approccio "sincero e costruttivo", ma è stato attaccato per la seconda volta proprio mentre i negoziati erano in corso, aggiungendo che ciò dimostra come l'amministrazione di Washington non creda nella diplomazia e miri solo a imporre i propri interessi.
"I paesi vicini non hanno adempiuto alle loro responsabilità"
Ribadendo che l'Iran ha il diritto alla legittima difesa, Pezeshkian ha affermato: "Rispettiamo la sovranità dei paesi vicini e non abbiamo alcuna intenzione di attaccarli. Tuttavia, gli attacchi contro l'Iran vengono effettuati dalle basi statunitensi situate in questi paesi. I paesi in questione non hanno adempiuto alle loro responsabilità internazionali di impedire che i loro territori vengano utilizzati contro l'Iran".
"Il ritorno alla normalità nello Stretto di Hormuz dipende dalla fine degli attacchi"
Affermando che l'attuale situazione nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz è il "risultato delle politiche aggressive" di Stati Uniti e Israele, Pezeshkian ha dichiarato: "Lo Stretto di Hormuz è chiuso alle parti aggressive e a coloro che le sostengono. Qualsiasi intervento esterno in questa guerra, con qualsiasi pretesto, porterà a conseguenze pericolose. Il ritorno alla normalità dipende dalla cessazione degli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele. Non abbiamo mai cercato tensioni o guerre. Se si creeranno le condizioni necessarie e, in particolare, se verranno fornite garanzie che gli attacchi non si ripeteranno, abbiamo la volontà necessaria per porre fine a questa guerra".
Critiche e appello all'Unione Europea
Criticando il silenzio dell'UE di fronte agli attacchi di Stati Uniti e Israele, Pezeshkian ha lanciato un appello ai paesi europei: "Il silenzio dell'Unione Europea di fronte ai crimini commessi dagli Stati Uniti e dai sionisti è deplorevole e contraddice le loro pretese sui diritti umani. Invece di adottare approcci distruttivi nei confronti dell'Iran, i paesi europei dovrebbero regolare le loro politiche sulla base del diritto internazionale".
"L'Europa non sostiene l'attacco"
Costa, dal canto suo, ha sottolineato la necessità di porre fine alla guerra e alle tensioni nella regione, esprimendo preoccupazione per gli effetti politici ed economici globali di questo conflitto. Affermando che i paesi europei non sostengono l'attacco contro l'Iran e che tale situazione è contraria alle norme del diritto internazionale, Costa ha osservato che i problemi devono essere risolti attraverso negoziati e mezzi pacifici.
Fonte della notizia: 12punto
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