Il presidente di Taiwan Lai entra in carica: il primo messaggio alla Cina
Lai Ching-te, vincitore delle elezioni presidenziali di gennaio a Taiwan, territorio in disputa di sovranità con la Cina, ha prestato giuramento e assunto ufficialmente l'incarico.
Secondo quanto riportato dall'agenzia taiwanese CNA, durante la cerimonia tenutasi presso il Palazzo Presidenziale di Taipei, il presidente del Parlamento Han Kuo-yu ha consegnato a Lai il sigillo della "Repubblica di Cina", che il governo taiwanese considera come la propria continuità istituzionale.
Alla cerimonia, a cui ha partecipato anche la leader uscente Tsai Ing-wen, Lai e la vicepresidente eletta Hsiao Bi-khim hanno prestato giuramento assumendo le rispettive funzioni.
Nel suo primo discorso da presidente, Lai ha promesso di mantenere lo status quo su entrambi i lati dello Stretto di Taiwan, lanciando al contempo un appello al dialogo con Pechino.
Sottolineando che il mantenimento dello status quo a Taiwan è di "importanza cruciale per il mondo", Lai ha dichiarato: "Ci auguriamo che la Cina adotti misure concrete per riconciliarsi con Taiwan, come la ripresa dei contatti bilaterali, il turismo e gli scambi studenteschi, lavorando per una coesistenza pacifica".
"TAIWAN E LA CINA NON SONO L'UNA SOTTO IL GIOGO DELL'ALTRA"
Lai ha sottolineato che il futuro di entrambe le sponde dello Stretto di Taiwan sarà determinante per lo sviluppo globale, affermando: "Noi saremo i guardiani della pace, portando avanti la democrazia di Taiwan".
Ribadendo l'impegno del governo taiwanese a proteggere la sovranità, la democrazia, la libertà e lo status quo, Lai ha aggiunto: "Secondo la Costituzione, la sovranità della Repubblica di Cina (Taiwan) appartiene all'intero popolo. La Repubblica di Cina e la Repubblica Popolare Cinese non sono l'una sotto il giogo dell'altra".
Lai ha esortato tutti i partiti politici di Taiwan a "resistere all'annessione" e a "proteggere la sovranità", chiedendo di non rinunciare a quest'ultima per ottenere vantaggi politici.
Il nuovo leader di Taiwan aveva vinto le elezioni presidenziali del 13 gennaio come candidato del Partito Progressista Democratico (DPP), attualmente al governo.
LA CINA CONSIDERA LAI "PRO-INDIPENDENZA" E "SEPARATISTA"
Lai è considerato dalla Cina come un politico "pro-indipendenza" e "separatista". Prima delle elezioni, le autorità cinesi avevano più volte definito Lai con epiteti come "incorreggibile" e "piantagrane".
Alla vigilia delle elezioni, il governo di Pechino aveva avvertito che Lai avrebbe condotto Taiwan su una "strada pericolosa" verso l'indipendenza, lasciando intendere che la sua elezione avrebbe potuto comportare il rischio di conflitti e guerra.
La reazione della Cina deriva dall'opposizione alla linea politica generale del DPP. Il partito rappresenta una linea politica che sostiene la non rinuncia alla sovranità dell'isola e la protezione della sua indipendenza di fatto.
Il DPP, fondato dopo il passaggio di Taiwan al sistema multipartitico, è più vicino all'idea dell'"indipendenza di Taiwan" rispetto alla pretesa del Kuomintang, il partito fondatore che combatté contro i comunisti nella guerra civile cinese, di essere il "legittimo rappresentante della Cina".
Fonte della notizia: 12punto
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