Il governo Meloni scosso dopo la sconfitta al referendum: due dimissioni eccellenti e l'appello a un ministro
Dopo la sconfitta nel referendum sulla riforma della giustizia in Italia, si registra un'ondata di dimissioni nell'amministrazione Meloni. Il governo è al centro dell'attenzione per l'addio di due alti funzionari e per l'invito del Premier a un ministro a rassegnare le dimissioni.
Il governo di coalizione di centrodestra guidato da Giorgia Meloni ha iniziato a mostrare segni di instabilità dopo l'inaspettata sconfitta nel referendum sulla riforma della giustizia, tenutosi il 22-23 marzo. A causa sia delle polemiche nell'opinione pubblica che delle accuse emerse, due figure di alto profilo del Ministero della Giustizia hanno lasciato i propri incarichi. Inoltre, sono state richieste le dimissioni del Ministro del Turismo.
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha annunciato le proprie dimissioni tramite una dichiarazione scritta, in seguito alle notizie circolate nei giorni scorsi riguardo a presunti rapporti d'affari con una persona legata alla criminalità organizzata. Nella sua nota, Delmastro ha affermato: "Sebbene non abbia commesso nulla di illecito, ho commesso una leggerezza a cui ho posto rimedio non appena me ne sono reso conto. Mi assumo la responsabilità per il bene della nazione, in particolare per l'amore e il rispetto che nutro verso il governo e il Presidente del Consiglio". Si ricorda che Delmastro era stato precedentemente condannato con pena sospesa per la rivelazione di documenti riservati in un altro caso avvenuto l'anno scorso.
Anche Giusi Bartolozzi, capo della segreteria tecnica del Ministero della Giustizia, ha lasciato l'incarico a causa delle sue controverse dichiarazioni durante il processo referendario e di varie accuse che l'hanno vista coinvolta. Prima del referendum, le sue parole pronunciate in un programma televisivo in Sicilia, "Se vince il 'Sì', ci libereremo dei magistrati, sono un plotone d'esecuzione", avevano suscitato forti reazioni nell'opinione pubblica. Inoltre, il nome di Bartolozzi è rimasto al centro delle cronache per l'accusa di aver fornito informazioni errate ai magistrati in merito al rilascio in Italia di un funzionario di polizia libico ricercato dalla Corte Penale Internazionale nel gennaio 2025.
LA NOTA DI PALAZZO CHIGI IN SERATA
In seguito alle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, la Presidenza del Consiglio ha diramato un comunicato. Nella nota, si sottolinea che il Premier Meloni ha accolto le dimissioni con "apprezzamento", evidenziando al contempo l'invito rivolto al Ministro del Turismo Daniela Santanchè, indagata per accuse di corruzione e truffa, a mostrare la stessa sensibilità e a dimettersi. Nel comunicato si legge: "Meloni auspica inoltre che, in linea con la medesima sensibilità istituzionale, anche il Ministro del Turismo Daniela Santanchè possa assumere una decisione analoga".
L'appello di Meloni alla Santanchè è stato riportato dai media italiani come una notizia "dell'ultima ora". Si ritiene che questa mossa sia un tentativo del governo di riconquistare la fiducia dell'opinione pubblica dopo la sconfitta referendaria.
VOTI DI RISERVA E RISULTATO DEL REFERENDUM
Il governo Meloni aveva indetto il referendum per una riforma costituzionale volta a riorganizzare i trasferimenti e le nomine di giudici e pubblici ministeri, nel quadro delle critiche riguardanti la politicizzazione del sistema giudiziario. L'affluenza alle urne, su un totale di 51,4 milioni di elettori registrati, è stata del 58,9%, con il 53,7% degli elettori che ha votato "No" alle riforme. Questo risultato è stato registrato come la prima grande sconfitta politica dell'amministrazione guidata da Meloni dopo quattro anni di governo.
Dopo il referendum, l'immagine di forza del governo ha subito un duro colpo. Ora, tra dimissioni eccellenti e l'attesa di ulteriori addii, resta da vedere quale sarà la tabella di marcia del gabinetto Meloni.
Fonte della notizia: 12punto
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