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Il governo dichiara lo stato di emergenza dopo le proteste con blocchi stradali

Le proteste con blocchi stradali, in corso da 50 giorni, hanno causato una crisi economica e sociale in Bolivia; il presidente Rodrigo Paz ha annunciato la dichiarazione dello stato di emergenza nel Paese.

Il governo dichiara lo stato di emergenza dopo le proteste con blocchi stradali

In Bolivia, le proteste con blocchi stradali, che nelle ultime settimane hanno visto un'intensificazione, hanno spinto il governo a dichiarare lo stato di emergenza. Le barricate erette in tutto il Paese hanno ostacolato l'accesso ai beni di prima necessità, portando l'amministrazione boliviana a decidere di intervenire sulla situazione.

Il presidente Rodrigo Paz, in una dichiarazione rilasciata tramite il suo account social, ha affermato di aver "ordinato lo stato di emergenza per riaprire le strade". Paz ha sottolineato che ai boliviani viene impedito di lavorare, studiare, accedere ai servizi sanitari e prendersi cura delle proprie famiglie, ribadendo che "non possono essere tenuti in ostaggio dalle barricate".

In Bolivia, che ha subito gravi danni economici, è stato riferito che dal giorno dell'inizio delle proteste si sono registrate perdite per 3 miliardi di dollari, una cifra che rappresenta circa il 6% della produzione annuale del Paese. Inoltre, a causa delle proteste, l'approvvigionamento di cibo e medicinali ha subito gravi interruzioni.

PERCHÉ È STATA PRESA LA DECISIONE DELLO STATO DI EMERGENZA?

Anche dopo l'accordo raggiunto tra il governo e la confederazione sindacale nazionale COB per porre fine alle manifestazioni, alcuni gruppi hanno continuato le proteste. Molti gruppi, in particolare la federazione degli agricoltori di La Paz, Tupac Katari, e i sostenitori dell'ex presidente Evo Morales, hanno continuato a mantenere le strade bloccate.

Il presidente Paz ha dichiarato che lo stato di emergenza è stato proclamato "non per porre fine alla normalità, ma per ripristinarla". Affermando che il governo è aperto al dialogo, Paz ha sottolineato che, in questo processo, è necessario che le strade della Bolivia vengano riaperte, che la catena di approvvigionamento venga messa in sicurezza e che il Paese torni alla normalità.

Il leader 58enne, che durante la campagna elettorale aveva promesso "capitalismo per tutti" e che è entrato in carica lo scorso ottobre ponendo fine a vent'anni di governo socialista, ha apportato importanti cambiamenti anche alle politiche economiche. L'amministrazione Paz, che ha intrapreso passi per l'accesso al capitale straniero e ha ridotto i sussidi al carburante, ha annunciato di essere vicina alla conclusione di un programma di finanziamento da 3 miliardi di dollari con il Fondo Monetario Internazionale (FMI).

Tuttavia, a causa delle pressioni economiche globali, agricoltori, minatori e comunità indigene non hanno trovato il sostegno che si aspettavano dal governo. In particolare, l'aumento dell'inflazione causato dalla guerra in Iran ha messo ulteriormente in difficoltà questi settori.

Il governo degli Stati Uniti, in seguito agli sviluppi, ha annunciato di aver fornito alla Bolivia aiuti alimentari di emergenza e supporto logistico. La carenza causata dalle proteste ha mobilitato anche la comunità internazionale.


Fonte della notizia: 12punto