Gli Stati Uniti hanno cambiato rotta in Siria? Tom Barrack: "Non una federazione, ma una struttura appena al di sotto"
L'inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria, Tom Barrack, in seguito agli episodi di violenza nel Paese, ha fatto un passo indietro rispetto alle sue precedenti dichiarazioni, proponendo una struttura in cui ognuno possa preservare la propria cultura, anziché uno Stato centralizzato.
L'inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria e ambasciatore ad Ankara, Tom Barrack, ha rilasciato una dichiarazione significativa riguardo al nuovo assetto in Siria.
Mentre in precedenza sosteneva uno Stato centralizzato, nella sua ultima dichiarazione ha affermato: "Invece di uno Stato centralizzato, si dovrebbe pensare a una struttura in cui ognuno possa preservare la propria cultura".
Sebbene nelle scorse settimane Barrack avesse sottolineato la necessità di un governo centrale in Siria, nella sua ultima dichiarazione ha precisato che, a causa dell'impatto degli episodi di violenza contro i gruppi minoritari nel Paese, è necessario un cambiamento di politica.
NON UNA FEDERAZIONE, MA LA RICERCA DI UN "ORDINE"
Barrack ha proposto: "Non una federazione, ma una struttura appena al di sotto, che permetta a tutti di preservare la propria integrità, la propria cultura, la propria lingua e che sia priva della minaccia dell'islamismo".
Fonte della notizia: 12punto
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