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Giordania: l'uccisione di 4mila palestinesi e la distruzione di 98mila case è legittima difesa?

Il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha sottolineato che il fatto che privare i civili nella Striscia di Gaza, sotto blocco israeliano, di cibo e medicine non venga considerato un crimine di guerra come accade in Ucraina, sia oggetto di interrogativi da parte dei popoli arabi.

Giordania: l'uccisione di 4mila palestinesi e la distruzione di 98mila case è legittima difesa?

Secondo quanto pubblicato dal Ministero degli Esteri giordano sulla piattaforma social X, Safadi ha richiamato l'attenzione sugli approcci adottati riguardo ai conflitti iniziati il 7 ottobre tra Israele e i gruppi palestinesi.

Safadi ha riferito che, in seguito al conflitto israelo-palestinese, i media europei hanno rivolto a tutti i leader arabi la domanda: "Condannate l'uccisione di civili innocenti?", sottolineando che tale condanna è stata espressa e ribadita durante la riunione dei Ministri degli Esteri della Lega Araba tenutasi pochi giorni fa al Cairo, capitale dell'Egitto.

Evidenziando il doppio standard nell'approccio alla guerra in Ucraina rispetto agli attacchi di Israele contro la Striscia di Gaza, Safadi ha dichiarato:

"La nostra gente si chiede: privare gli ucraini di cibo e medicine è un crimine di guerra, mentre quando ne vengono privati gli abitanti di Gaza non lo è? Perché l'uccisione di civili innocenti in Ucraina e in Jugoslavia è considerata un crimine di guerra e a Gaza no?"

Richiamando la necessità di esaminare cosa costituisca il diritto alla legittima difesa secondo il diritto internazionale, Safadi ha posto la domanda: "Parliamo con logica semplice: l'uccisione di 4mila palestinesi e la distruzione di 98mila case è legittima difesa?"


Fonte della notizia: AA

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