Germania, causa contro il governo e i funzionari statali: accusati di complicità in genocidio
In Germania è stata intentata una causa contro alti funzionari, tra cui il Cancelliere Scholz, con l'accusa di 'complicità in genocidio'.
12PUNTO ESTERI
In Germania, un gruppo di avvocati ha presentato una denuncia penale per conto di cittadini tedeschi di origine palestinese, che hanno parenti nella Striscia di Gaza, contro il Cancelliere Olaf Scholz, politici e burocrati. Nell'atto di citazione presentato in tribunale, si sostiene che a Gaza si sia verificato un elevato numero di vittime civili e che il governo tedesco abbia perseguito politiche che avrebbero portato a tali morti tra i civili.
Gli avvocati, sottolineando che la Striscia di Gaza è sotto assedio, evidenziano come gli attacchi aerei e le operazioni militari di Israele abbiano causato la morte di numerosi civili. I promotori della causa, agendo per conto dei palestinesi in Germania, accusano i funzionari tedeschi di aver commesso reati contro i propri cittadini, dato che i loro parenti si trovano ancora a Gaza. Alla base della causa vi è l'accusa che lo Stato, fornendo sostegno economico, militare e politico a Israele, si sia reso 'complice del crimine di genocidio'.
Una delle querelanti, Nora Ragab, ha rilasciato una dichiarazione ad Al Jazeera affermando: "Come sopravvissuti, dobbiamo ricordare coloro che sono morti a Gaza, raccontare le loro storie e lottare per la giustizia".
Nora Ragab è una cittadina tedesca che ha parenti a Gaza e che dal 7 ottobre ha perso diversi familiari, tra cui suo zio. Proseguendo nella sua dichiarazione, Ragab afferma:
"Certamente questo non li riporterà indietro. Tuttavia, dobbiamo fare tutto il possibile per fermare questa violenza. La Germania ha una responsabilità speciale per ragioni storiche. Per questo motivo, dovrebbe prendere sul serio anche la minima accusa di genocidio, indagare e fare tutto ciò che è in suo potere per prevenirlo e punirlo."
LA CAUSA SI BASA SU TRE ACCUSE FONDAMENTALI
L'avvocato Nadija Samour, che ha presentato la causa al procuratore federale, afferma che le accuse si basano su tre punti. In primo luogo, le dichiarazioni dei funzionari governativi a sostegno di Israele vengono descritte come 'sostegno e legittimazione del crimine'. In secondo luogo, la cancellazione dei fondi dell'UNRWA da parte della Germania viene indicata come prova di complicità in crimini di guerra. Infine, viene fatto riferimento al commercio di armi tra Germania e Israele.
Secondo la decisione presa a gennaio dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG), 'potrebbe essere ragionevole definire le azioni di Israele come crimini di guerra'.
Finora, la Germania ha seguito una politica di rigoroso sostegno contro gli attacchi di Israele a Gaza. In Germania, tra i requisiti per la cittadinanza è stato aggiunto quello del 'riconoscimento di Israele come Stato', le proteste a sostegno di Gaza sono state vietate e la bandiera palestinese è stata considerata un 'simbolo terroristico'. Secondo i promotori, anche se la causa non dovesse portare a una condanna, potrebbe ammorbidire la rigida posizione del governo tedesco e aumentare la consapevolezza sociale.
Nella guerra in corso dal 7 ottobre, finora sono stati uccisi almeno 30.000 civili. Il sito di notizie Arabnews dell'Arabia Saudita, in diversi articoli pubblicati nel tempo, aveva stimato il numero delle vittime intorno alle 100.000 unità.
Fonte della notizia: 12punto
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