Era stato chiuso dopo gli attacchi di USA e Israele all'Iran: riapre il valico di Rafah
Il valico di frontiera di Rafah, situato nel sud di Gaza, era stato chiuso in seguito agli attacchi condotti da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran. Con la riapertura di questo punto di passaggio critico, sono tornati possibili gli aiuti umanitari e l'evacuazione dei pazienti.
Il valico di Rafah, l'unico punto di accesso alla Striscia di Gaza dal confine con l'Egitto, era stato chiuso qualche tempo fa in seguito agli attacchi sferrati da Israele e dagli Stati Uniti contro l'Iran. Con l'ultima dichiarazione rilasciata oggi, è stato comunicato che il valico è nuovamente operativo e aperto al transito.
Le agenzie di stampa palestinesi hanno riferito che Israele aveva deciso di chiudere il valico di frontiera per motivi di sicurezza dopo gli attacchi. In particolare, il Coordinatore delle attività governative nei territori (COGAT), l'ente del Ministero della Difesa israeliano che coordina le operazioni civili in Cisgiordania e a Gaza, aveva annunciato il 1° marzo: “Sono state attuate diverse misure di sicurezza necessarie. In questo contesto, i valichi che portano alla Striscia di Gaza, incluso il valico di Rafah, sono stati chiusi fino a nuovo avviso”, sottolineando che la chiusura avrebbe potuto essere a tempo indeterminato.
Durante il periodo in cui il valico di Rafah è rimasto chiuso, la consegna di aiuti umanitari a Gaza e l'evacuazione all'estero di pazienti in gravi condizioni erano state in gran parte bloccate. La riapertura del valico ha riacceso la speranza nel mezzo della crisi umanitaria che colpisce la regione. Le organizzazioni umanitarie e gli operatori sanitari sottolineano che questo sviluppo è estremamente importante, in particolare per accelerare la spedizione di farmaci critici, attrezzature mediche e generi alimentari di base.
Il valico di Rafah rappresenta da tempo un corridoio vitale per la popolazione civile di Gaza. Si sottolinea che mantenere aperto il valico svolgerà un ruolo chiave nel migliorare le condizioni umanitarie nella regione e nell'accesso alle cure per migliaia di persone colpite dalla crisi.
Fonte della notizia: 12punto
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