Dure parole di Pezeshkian ai manifestanti: 'Provocatori'
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in una dichiarazione sulle proteste in corso nel Paese, ha sottolineato che le richieste dei cittadini vengono prese in considerazione e che si sta lavorando intensamente per risolvere i problemi.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un discorso trasmesso dalla televisione di Stato, ha rilasciato importanti valutazioni sulle recenti proteste. Pezeshkian ha sostenuto che dietro le manifestazioni vi siano tentativi di agitazione da parte dei nemici del Paese, affermando che non tutti coloro che scendono in piazza rappresentano il popolo e che alcuni gruppi sono alla ricerca di un caos deliberato.
Pezeshkian ha dichiarato: “Il nemico ha infiltrato terroristi addestrati nel Paese. Coloro che creano caos e si ribellano non sono il popolo che protesta. Noi ascoltiamo la voce dei manifestanti e stiamo compiendo ogni sforzo per risolvere i loro problemi”.
Sostenendo che gli Stati Uniti e Israele abbiano impartito direttive per intensificare le manifestazioni, Pezeshkian ha affermato: “Gli Stati Uniti e Israele incitano dicendo: 'Create caos, uccidete, noi vi seguiremo'. E loro (i manifestanti) lo fanno. Chiedo alle famiglie di allontanare i propri figli da chi semina discordia”.
Affermando di aver intrapreso passi seri anche per il miglioramento in campo economico, Pezeshkian ha espresso che i risultati dei cambiamenti si faranno sentire presto. “Il nostro dovere è risolvere i problemi del popolo e alleviare le loro preoccupazioni. Allo stesso tempo, è non permettere a chi crea caos di mettere a soqquadro il Paese”, ha valutato.
Inoltre, secondo i dati condivisi dall'agenzia di stampa Tasnim, è stato riferito che il numero di membri delle forze di sicurezza che hanno perso la vita nelle recenti manifestazioni è salito a 111.
IL CONTESTO DEGLI EVENTI
Il 28 dicembre 2025, i commercianti del Gran Bazar di Teheran avevano avviato uno sciopero in risposta alla rapida svalutazione della valuta ufficiale iraniana rispetto alle valute estere e all'aggravarsi delle condizioni economiche. A seguito di questo passo, in breve tempo, le proteste hanno iniziato a diffondersi in molti punti del Paese.
Mentre finora non è stata rilasciata alcuna dichiarazione chiara dalle autorità ufficiali riguardo al numero di morti e feriti a causa delle manifestazioni, nel rapporto pubblicato dall'Agenzia di stampa degli attivisti per i diritti umani in Iran (HRANA) è stato indicato che, al 14° giorno di proteste, un totale di 116 persone (37 membri delle forze di sicurezza, 4 operatori sanitari) hanno perso la vita e più di 2.600 persone sono rimaste ferite. Nello stesso rapporto è stato registrato che il numero di persone detenute è di 2.638.
È stato annunciato che negli eventi intensificatisi a Teheran l'8 gennaio, alcuni gruppi di manifestanti hanno dato alle fiamme e danneggiato vari edifici pubblici, tra cui numerosi autobus, ambulanze, 24 case, 25 moschee, 2 ospedali e 26 banche.
Fonte della notizia: 12punto
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