Dichiarazione di Haniyeh sul 'cessate il fuoco': 'Siamo aperti a qualsiasi iniziativa che soddisfi le nostre richieste'
Il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha ribadito di essere aperto a qualsiasi iniziativa che ponga fine alla guerra a Gaza e soddisfi le richieste della resistenza.
Haniyeh ha partecipato a un simposio tenutosi a Beirut, capitale del Libano, organizzato dal Forum per il Pensiero Strategico, durante il quale sono stati discussi gli scenari relativi alla guerra condotta da Israele a Gaza.
Ricordando che Hamas ha richieste come "la cessazione totale degli attacchi, il ritiro dell'esercito israeliano, la ricostruzione di Gaza, lo scambio di prigionieri e la fornitura di aiuti alla popolazione di Gaza", Haniyeh ha dichiarato: "Queste sono le richieste del nostro popolo, delle forze di resistenza e delle persone libere della nazione. Hamas sta conducendo i negoziati sulla base di queste richieste. Siamo aperti a qualsiasi iniziativa nei negoziati per il cessate il fuoco che soddisfi queste richieste delle forze di resistenza."
Haniyeh ha affermato di aver approvato la proposta di cessate il fuoco presentata dalle parti qatariote ed egiziane il 6 maggio, ma che Israele ha richiesto modifiche alla proposta che avrebbero intaccato l'essenza stessa delle richieste delle forze di resistenza.
Affermando che la strategia negoziale di Israele si basa sull'esercitare pressioni a livello internazionale e regionale su Hamas affinché accetti il punto di vista israeliano, Haniyeh ha sostenuto che Israele ha teso una trappola politica imponendo determinate condizioni, senza però fornire ulteriori dettagli.
Affermando che l'operazione Diluvio di Al-Aqsa è il presagio di nuovi equilibri tracciati per la questione palestinese e per la regione in generale, Haniyeh ha dichiarato quanto segue:
"Con il Diluvio di Al-Aqsa sono stati ottenuti 3 risultati strategici. In primo luogo, ha riportato all'ordine del giorno internazionale e regionale la questione palestinese, che era stata spinta fuori dall'agenda da alcuni paesi internazionali e regionali e fatta apparire come una questione interna di Israele. In secondo luogo, si è compreso che la sconfitta di Israele non è un sogno ma una realtà e qualcosa che potrebbe accadere presto. In terzo luogo, mentre si creano crepe all'interno di Israele, la nazione si è unita sulla questione palestinese."
Haniyeh ha aggiunto che la guerra contro Gaza è una guerra che coinvolge non solo Israele, ma anche gli Stati Uniti e i suoi alleati colonialisti occidentali.
IL PROCESSO DI NEGOZIATO INDIRETTO TRA ISRAELE E HAMAS
Il movimento Hamas aveva comunicato il 6 maggio alle autorità qatariote ed egiziane di aver approvato la proposta presentata per il cessate il fuoco, ma Israele aveva respinto tale proposta con la motivazione che "non soddisfaceva le sue condizioni".
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva annunciato il 31 maggio che Israele aveva presentato una nuova proposta di cessate il fuoco composta da 3 fasi.
Sebbene Biden avesse affermato che questa proposta apparteneva a Israele, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva dichiarato che avrebbero continuato la guerra fino al raggiungimento degli "obiettivi prefissati".
Netanyahu, nel suo discorso alla Commissione Affari Esteri e Difesa del Parlamento il 3 giugno, aveva sostenuto che vi fossero delle "lacune" tra ciò che Israele aveva proposto e la proposta presentata da Biden.
Fonte della notizia: AA
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