Decisione della Francia sugli 'imam'. Al via dal 1° gennaio
In una dichiarazione scritta rilasciata dal Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), è stato ricordato che il 18 febbraio 2020 il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato che la pratica degli "imam distaccati", provenienti da altri Paesi, sarebbe terminata a partire da gennaio 2024.
Il ministro dell'Interno Gérald Darmanin ha dichiarato che, a partire dal 1° gennaio 2024, in Francia non presteranno più servizio imam provenienti da Paesi stranieri.
Darmanin, in una dichiarazione sulla piattaforma di social media X, ha affermato: "La formazione degli imam in Francia è una delle priorità del Forum dell'Islam di Francia (FORIF), al fine di garantire che i nostri cittadini musulmani possano praticare liberamente il loro culto nel rispetto dei principi repubblicani".
Nella dichiarazione si riferisce che Darmanin ha ricordato questa decisione di Macron ai Paesi interessati tramite una lettera, aggiungendo: "In questa lettera sono state specificate la situazione degli attuali imam distaccati in Francia e quella degli imam incaricati per il mese di Ramadan".
Inoltre, la nota precisa che, poiché la questione è regolata da vari accordi bilaterali tra la Francia e i Paesi interessati, il CFCM intende commentare i principi generali relativi agli imam provenienti dall'estero, ma evita di esprimersi sulle situazioni specifiche che ne derivano.
Nella dichiarazione, in cui si afferma che 270 imam in servizio in Francia provengono da Paesi stranieri, si sottolinea che ciò corrisponde a meno del 10% degli imam in servizio nel Paese.

"È DIFFICILE SUSCITARE INTERESSE PER LA PROFESSIONE"
Nella dichiarazione si sottolinea che tutte le religioni attualmente presenti in Francia devono affrontare una carenza di ministri del culto per vari motivi e, in questo contesto, si afferma che 2.000 dei 7.000 sacerdoti cattolici sotto i 75 anni attivi nel Paese provengono da nazioni straniere.
Facendo riferimento alle difficoltà incontrate anche dalla comunità musulmana in merito, la dichiarazione afferma: "A causa dello status incerto degli imam e della mancanza di capacità finanziaria di molte moschee per assumere imam con stipendi ragionevoli, è difficile suscitare interesse per la professione".
Nella nota si evidenzia che i candidati iscritti agli attuali modesti istituti di formazione musulmana non hanno lo status di studente, pertanto non possono godere di una vita studentesca come gli altri e non ricevono un diploma riconosciuto al termine della loro formazione.
Sottolineando la necessità di riflettere su soluzioni per queste difficoltà note da tempo, la dichiarazione rileva che tali ostacoli non sono solo di natura finanziaria, ma anche giuridica e legale.
Nella dichiarazione si afferma che il CFCM mira a cercare soluzioni a questo problema insieme ai leader locali delle moschee che rappresenta.
Fonte della notizia: AA
I piu letti
Emergono i messaggi tra Haluk Levent e la sua assistente Yeliz Kaya
La professoressa Emel diventerà una volontaria TEMA non appena uscirà!...
Dal Corano sulle lance al versetto sullo striscione: Sii retto come ti è stato ordinato
L'intervento di Kemal Okuyan su Haluk Levent fa discutere
'Vi sono piaciuti gli omaggi, vero?'
Gazzetta Ufficiale / 6 - 12 luglio 2026
Svelato il piano di fuga all'estero di Haluk Levent
Ordine di custodia cautelare per Ece Güner nell'ambito dell'inchiesta su Ahbap
Accuse di 'danno erariale e negligenza amministrativa' nell'istruzione
Le ciliegie che hanno mangiato sono state fatali!