Colpito il ponte più alto del Medio Oriente, 8 morti: Trump dichiara che "è tempo di un accordo"!
Mentre continuano gli attacchi degli Stati Uniti contro l'Iran, è stato colpito il ponte B1 che collega Teheran a Karaj. Mentre da Trump arriva la dichiarazione che "è tempo di un accordo", l'Iran ha lanciato segnali di ritorsione.
L'esercito statunitense ha aggiunto un nuovo capitolo ai suoi attacchi contro le infrastrutture strategiche in Iran, prendendo di mira il ponte B1 che collega Teheran a Karaj. Nell'attacco, la sezione centrale del ponte è crollata e è stato riferito che 8 persone hanno perso la vita e 95 sono rimaste ferite.
"È TEMPO DI UN ACCORDO"
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, in un post sul suo account social, ha dichiarato che il ponte più alto dell'Iran è stato distrutto e non potrà più essere utilizzato, aggiungendo: "Altro arriverà presto. È tempo che l'Iran raggiunga un accordo prima che sia troppo tardi. Altrimenti, non rimarrà nulla di questo Paese".
DURA REAZIONE DALL'IRAN: "NON CI ARRENDEREMO"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una dichiarazione rilasciata dopo l'attacco, ha reagito duramente all'offensiva statunitense. Araghchi ha affermato che prendere di mira le infrastrutture civili non costringerà l'Iran alla resa, dichiarando: "Prendere di mira strutture civili come i ponti non costringerà gli iraniani ad arrendersi". Araghchi ha inoltre espresso che le strutture distrutte saranno ricostruite in modo più solido. Ha anche aggiunto che gli Stati Uniti stanno danneggiando la propria reputazione internazionale con questi attacchi.
SEGNALI DI RITORSIONE DALL'IRAN: PUBBLICATA UNA LISTA DI PONTI
La stampa iraniana, dopo l'attacco degli Stati Uniti, ha pubblicato una lista che potrebbe indicare come bersagli ponti critici nei Paesi della regione. Le strutture incluse nella lista pubblicata sono le seguenti:
Ponte Re Fahd
Ponte dello Sceicco Zayed
Ponte Al Maqta
Ponte Re Hussein
Ponte Damia
Ponte Abdoun
Ponte dello Sceicco Jaber Al-Ahmad Al-Sabah
Ponte dello Sceicco Khalifa
SHOCK AL PENTAGONO: UN ADDIO IMPROVVISO
Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha registrato un altro sviluppo degno di nota durante gli attacchi. Il Pentagono ha annunciato che il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il generale Randy George, si ritirerà immediatamente dal servizio. Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha confermato le dimissioni di George, ringraziandolo per i suoi lunghi anni di servizio. Secondo quanto riportato in precedenza dalla stampa statunitense, si sosteneva che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth avesse chiesto le dimissioni di George. È stato riferito che Hegseth volesse nominare una figura in grado di attuare con maggiore determinazione la visione militare del presidente Trump.
Fonte della notizia: 12punto
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