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Boicottaggio degli affitti da parte degli inquilini: dura reazione alla crisi abitativa

La crisi abitativa che si sta aggravando in Spagna e l'aumento dei costi degli affitti hanno spinto migliaia di inquilini a decidere di avviare uno "sciopero del pagamento dell'affitto".

Boicottaggio degli affitti da parte degli inquilini: dura reazione alla crisi abitativa

Con il passaggio della crisi abitativa in Spagna a una nuova dimensione, gli inquilini hanno dato il via a una grande mobilitazione contro Alquiler Seguro, una delle più grandi agenzie immobiliari del Paese.

Il boicottaggio del pagamento dell'affitto, avviato sotto la guida dei sindacati degli inquilini, è diventato un indicatore del fatto che le sofferenze causate dall'attuale mercato immobiliare hanno raggiunto il punto di rottura.

Nelle grandi città come Madrid e Barcellona, dove gli inquilini si trovano sotto una forte pressione economica, le commissioni elevate, le polizze assicurative obbligatorie e i costi aggiuntivi rendono l'abitare sempre più impossibile. Secondo le accuse della Confederazione dei Sindacati degli Inquilini, durante le operazioni di locazione le agenzie immobiliari possono richiedere commissioni fino a tre mensilità; vengono persino chieste somme che arrivano a 200 euro solo per chi desidera visitare la casa.

I rappresentanti sindacali, dichiarando che "non possiamo più aspettare", hanno sottolineato che il diritto all'abitare viene sfruttato per fini di lucro commerciale.

Questo sciopero collettivo degli affitti si distingue come la prima azione di disobbedienza civile su larga scala organizzata a livello nazionale. Le organizzazioni degli inquilini affermano che il movimento non consiste solo in una protesta simbolica, ma mira a esercitare una seria pressione sul governo e sul mercato immobiliare. Si prevede che questo passo possa innescare cambiamenti radicali nel mercato immobiliare.

Le statistiche rivelano che in Spagna un inquilino è costretto a cambiare casa in media ogni cinque anni e che le spese sostenute per il trasloco e altre operazioni superano complessivamente i 4 mila euro.

Secondo i promotori del movimento degli inquilini, è essenziale che il governo e gli attori del mercato pongano fine alle pratiche attuali e che il mercato assuma una struttura che tuteli i diritti degli inquilini. Si prevede che questo sciopero rappresenti un punto di svolta nelle politiche abitative del Paese.


Fonte della notizia: 12punto