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Arrestato il cugino di Bashar al-Assad

Waseem Assad, cugino di Bashar al-Assad e noto come "uno dei più grandi narcotrafficanti del Paese", è stato catturato durante un'operazione condotta dalle forze di sicurezza siriane.

Arrestato il cugino di Bashar al-Assad

Il Ministero dell'Interno siriano ha annunciato che Waseem Assad, cugino di Bashar al-Assad, noto da tempo per i suoi legami con crimini di guerra e traffico di droga, è stato catturato in seguito a una vasta operazione di sicurezza.

Il Ministero ha condiviso i dettagli dell'operazione attraverso un annuncio ufficiale sul proprio canale Telegram. Nella nota si specifica che Waseem Assad è stato arrestato a seguito di un'operazione congiunta condotta dall'Intelligence Generale in collaborazione con le unità di sicurezza dipendenti dal Ministero dell'Interno.

La dichiarazione riporta quanto segue:

"L'Intelligence Generale, in collaborazione con le unità competenti del Ministero dell'Interno, è riuscita a tendere un'imboscata e ad arrestare il criminale Waseem Assad, noto per essere stato coinvolto in numerosi reati durante il precedente regime e per essere uno dei più importanti trafficanti di droga."

Il nome di Waseem Assad, indicato per anni come la figura chiave del traffico illegale di droga in Siria, attirava l'attenzione non solo all'interno del Paese, ma anche a livello internazionale.

CHI È WASEEM ASSAD?

Nato nel 1980, Waseem Assad era sposato e viveva nella città di Tartus. Tuttavia, il suo nome era associato più alle attività illegali che alla sua vita privata. Cugino di primo grado di Bashar al-Assad, Waseem si era distinto in particolare per la produzione e il contrabbando di pillole di droga chiamate captagon.

Inserito nelle liste delle sanzioni dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea, Waseem Assad veniva descritto nei rapporti di sicurezza internazionali come "il leader di una delle reti criminali più organizzate e pericolose della regione".

L'arresto di Waseem Assad, che gestiva la catena di finanziamento, produzione e contrabbando, segnala crepe all'interno del regime di Assad, mentre gli esperti di sicurezza valutano che questa operazione potrebbe rappresentare un regolamento di conti interno al regime.


Fonte della notizia: AA