Trova le notizie pubblicate nell'intervallo di date seguente
e e
e e
e e
Pulisci
Euro
Arrow
53,5016
Dollaro
Arrow
44,7531
Sterlina
Arrow
62,6709
Oro
Arrow
6032,0736
BIST 100
Arrow
10.729

Accuse di vendita di munizioni militari a Israele: crescono le proteste contro la Spagna

In Spagna, la scoperta che la vendita di munizioni militari a Israele è proseguita, nonostante le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Jose Manuel Albares sulla loro "sospensione", ha suscitato forti reazioni.

Accuse di vendita di munizioni militari a Israele: crescono le proteste contro la Spagna

"Centro Delas", un istituto indipendente che conduce studi internazionali sulla pace, ha rivelato, in base ai dati del sito di commercio estero Comex, che un'azienda spagnola ha venduto munizioni militari a Israele nel novembre 2023 per un valore di 987 mila euro.

CRITICHE FEROCI

Le parole del Ministro degli Esteri Albares, ribadite più volte nelle sue dichiarazioni finora, secondo cui "la vendita di armi e munizioni militari a Israele è stata sospesa dal 7 ottobre, data di inizio degli attacchi di Israele contro Gaza", sono state smentite dai dati di Comex, scatenando dure critiche al governo di coalizione sia dall'interno che dall'esterno.

Il portavoce parlamentare del partito Sumar, partner minore del governo di coalizione di minoranza di sinistra, Inigo Errejon, ha dichiarato sul suo account X: "L'embargo applicato alla vendita di armi deve essere totale e permanente. Dobbiamo fermare il genocidio a Gaza".

"NÉ UN SOLO PROIETTILE, NÉ UNA SOLA ARMA PRODOTTA IN SPAGNA PUÒ ANDARE A ISRAELE"

Anche il Ministro della Cultura Ernest Urtasun, esponente del partito Sumar, ha dichiarato alla stampa che tutte le licenze relative alla vendita di armi e munizioni militari a Israele successive al 7 ottobre 2023 dovrebbero essere revocate, affermando: "Né un solo proiettile, né una sola arma prodotta in Spagna può andare a Israele. Insistiamo sull'applicazione di un embargo totale sulla vendita di armi a Israele".

Anche il partito Sumar, in modo simile, ha sottolineato sul proprio account X che "il governo più estremista della storia di Israele è al potere e la vendita di armi deve essere sospesa in modo efficace e urgente", aggiungendo: "Non ci sono scuse. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti".

"IL DOCUMENTO MOSTRA LA MENZOGNA E L'IPOCRISIA DEL PSOE"

Pablo Fernandez, segretario del partito Podemos, che ha lasciato l'alleanza Sumar perché non riteneva di avere abbastanza voce in capitolo sulla politica palestinese e che ora sostiene il governo dall'esterno, ha accusato il Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE), il partner principale della coalizione.

Fernandez ha dichiarato: "Questo documento rivela la menzogna e l'ipocrisia del PSOE. Il governo spagnolo sta finanziando il genocidio che Israele sta attuando in Palestina. Come Podemos, chiediamo che venga imposto un embargo sulla vendita di armi, che vengano applicate sanzioni al governo israeliano e che vengano interrotte le relazioni diplomatiche con quel Paese".

D'altra parte, su iniziativa di alcune organizzazioni della società civile, è stata organizzata una manifestazione davanti all'edificio del Ministero degli Esteri a Madrid, per protestare sia contro il governo spagnolo, per aver continuato a consentire la vendita di armi, sia contro Israele, per i suoi attacchi a Gaza.


Fonte della notizia: AA

Palestina Spagna Israele vendita arma militare