Servizio dalla stampa filogovernativa: i benefici del divieto di Instagram
Il quotidiano Yeni Şafak, che quando aumentano i prezzi dei generi alimentari mette in prima pagina la gotta, al quinto giorno del blocco di Instagram ha titolato sui 'benefici del detox dai social media'.
Sono passati 5 giorni da quando la piattaforma di social media più utilizzata in Turchia è stata bloccata nell'ambito dell'autorità eccezionale conferita all'Autorità per le Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione (BTK).
Sebbene in precedenza le autorità avessero dichiarato che "erano stati violati i reati catalogati", le parole pronunciate ieri dal Ministro dei Trasporti Abdulkadir Uraloğlu, "Guardate, non si tollerano nemmeno i messaggi di cordoglio per il leader di Hamas Ismail Haniyeh, brutalmente assassinato", hanno rappresentato la prima esplicita menzione della causa alla base della crisi.
Non ci sono ancora risultati dai colloqui con i responsabili di Instagram. Poiché il perdurare del blocco e il protrarsi dell'incertezza hanno aumentato la reazione di ONG e cittadini che si oppongono alla limitazione della libertà, il compito è ricaduto sul quotidiano Yeni Şafak, vicino al governo.
C'È ANCHE UN SUGGERIMENTO: TROVATEVI UN HOBBY!
Nell'articolo in prima pagina, il giornale descrive Instagram, utilizzato intensamente anche per il commercio e la comunicazione, come se fosse una piattaforma in cui le persone condividono solo la propria vita privata, e afferma: "Molte persone hanno iniziato ad avere difficoltà a mantenere il normale flusso della vita, da chi cancella i piani di vacanza perché non può pubblicare foto dall'hotel, a chi rinuncia a festeggiare il compleanno, fino a chi cade in depressione al punto da rifiutarsi di mangiare", rimboccandosi poi le maniche per 'aiutare'.
Nel titolo "Questa si chiama schiavitù volontaria", attraverso l'opinione di uno psicologo clinico esperto, è stata data la buona notizia che il divieto di Instagram potrebbe essere un'opportunità per trovare nuovi hobby!
LA NUOVA TASSA SAREBBE UNA 'GRANDE MURAGLIA TURCA' CONTRO LA CINA
Anche il compito di difendere la nuova tassa introdotta sugli acquisti online dall'estero non è rimasto vacante; è intervenuto il quotidiano Hürriyet.
Come è noto, con la modifica pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, il limite di esenzione doganale mensile, applicato fino ad oggi a 150 euro, è stato eliminato ed è stata introdotta una tassa aggiuntiva. In altre parole, fino a ieri, se i vostri acquisti rimanevano sotto i 150 euro in un mese, eravate già esenti da tasse. Ora non lo siete più.
Per i beni che arrivano a persone fisiche tramite posta o corriere espresso, che non hanno natura o quantità commerciale, il valore dei quali non supera i 30 euro, e per i farmaci di valore non superiore a 1500 euro, l'aliquota fiscale passerà dal 18% al 30% se provenienti direttamente dai paesi dell'Unione Europea (UE), e dal 30% al 60% se provenienti da altri paesi. Si afferma che l'aumento, che raggiunge il 100% in particolare per i paesi extra-UE, miri alle aziende cinesi Temu e Shein, che sono cresciute molto in Turchia nell'ultimo periodo.
Tuttavia, Hürriyet, con il titolo di oggi "Grande Muraglia turca contro i prodotti cinesi", ha ritenuto opportuno presentare questo pesante colpo fiscale, che si dice porrà quasi fine agli acquisti online dall'estero in Turchia, con un titolo che suggerisce che venga applicato solo ai prodotti cinesi.
LA REAZIONE DELLA TÜSİAD AL QUINTO GIORNO
D'altra parte, una reazione al divieto, giunto al quinto giorno, è arrivata anche dal presidente dell'Associazione degli Industriali e degli Imprenditori Turchi (TÜSİAD), Orhan Turan. Partecipando a un programma sul canale CNBC-e, Turan si è limitato a dire "Non trovo corretta la limitazione di Instagram" in risposta alla domanda sul blocco della piattaforma.
Fonte della notizia: 12punto
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