Nuovo avvertimento del Ministero dell'Istruzione alle scuole private: 'Non è possibile richiedere tariffe'
Il Ministero dell'Istruzione ha inviato un avvertimento scritto alle scuole private che hanno iniziato le iscrizioni per l'anno scolastico 2025-2026, dichiarando che le tariffe aggiuntive richieste ai genitori sotto forma di "spese generali" e "altre tariffe" sono contrarie alle normative vigenti. Il Ministero ha sottolineato che tali addebiti non sono conformi alla legge e che le scuole possono richiedere pagamenti solo per servizi concreti.
Il Ministero dell'Istruzione ha comunicato che la richiesta di tariffe aggiuntive da parte di alcune scuole private, che hanno avviato le iscrizioni per l'anno scolastico 2025-2026, sotto forma di "spese generali" e "altre tariffe" non corrispondenti a un servizio specifico, è contraria alle disposizioni di legge.

"ALCUNE SCUOLE NON LE UTILIZZANO PER LO SCOPO PREVISTO"
Nella nota si afferma che sono giunte al Ministero segnalazioni riguardanti alcune scuole private che, nel pubblicare le rette per l'anno scolastico 2025-2026, richiedono ai genitori pagamenti sotto voci come "spese generali" e "altre tariffe", richiamando le disposizioni pertinenti contenute nella "Legge sulle istituzioni di istruzione privata" e nel "Regolamento sulle istituzioni di istruzione privata".
Nella nota, sottolineando che la normativa include l'espressione "servizi analoghi" partendo dal presupposto che ogni scuola possa offrire una diversa gamma di servizi, si precisa che, in base alle denunce pervenute al Ministero, alcune scuole private non utilizzano tale voce in conformità con il suo scopo.
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"RISCUOTERE TARIFFE NON È CONFORME ALLA NORMATIVA"
Nella nota, in cui si spiega che il concetto di "servizi analoghi" si riferisce a servizi simili a quelli precedentemente menzionati e orientati a un servizio concreto, sono stati formulati i seguenti avvertimenti:
"È evidente che la riscossione di tariffe sotto il nome di 'spese generali' o 'altre tariffe', per le quali il servizio che lo studente riceverà non è chiaramente definito, o che rientrano nelle spese operative della scuola e non sono legate all'istruzione, o che rappresentano una raccolta anticipata di denaro per spese future presunte, non è conforme alla normativa e costituisce una pratica volta a superare le limitazioni imposte dalla legge e dai regolamenti."
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Nella nota è stato avvertito che le scuole non possono determinare né pubblicare alcuna tariffa che non corrisponda a un servizio specifico, che non possono riscuotere pagamenti sotto il nome di "spese generali" o "altre tariffe" e che sono previste sanzioni normative in caso di violazione.
Fonte della notizia: 12punto
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