Tensione nel processo IBB: Ekrem İmamoğlu non è stato portato in aula
Durante la 63ª udienza del processo che vede imputato anche il sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul, Ekrem İmamoğlu, la mancata comparizione di quest'ultimo in tribunale ha suscitato polemiche. Gli sviluppi legati alla decisione del collegio giudicante hanno attirato l'attenzione.
Si è tenuta oggi la 63ª udienza del processo che vede imputate 414 persone, tra cui il sindaco della municipalità metropolitana di Istanbul e candidato alla presidenza per il Partito Popolare Repubblicano, Ekrem İmamoğlu. Nel procedimento, che conta 59 imputati in stato di detenzione, İmamoğlu non è stato condotto in aula.
In seguito all'assenza di İmamoğlu, il suo avvocato Tora Pekin ha preso la parola in tribunale dichiarando: "Il mio assistito non è stato portato in udienza senza alcuna decisione formale". Il presidente del collegio giudicante ha risposto dicendo: "Scriveremo la decisione durante la pausa", annunciando che İmamoğlu sarebbe stato portato in aula il giorno successivo.
TENSIONE CRESCENTE DOPO GLI EVENTI DI IERI
Nella precedente udienza, mentre persisteva la tensione legata all'ordine delle arringhe difensive di Ekrem İmamoğlu, il presidente del tribunale aveva comunicato che sarebbe stato consentito a İmamoğlu di tornare in aula per la sua difesa. Tuttavia, nella nuova sessione, la mancata presenza di İmamoğlu, contrariamente alle aspettative, ha avuto un forte eco nei corridoi del tribunale. L'avvocato Tora Pekin ha insistito affinché il suo assistito venisse condotto immediatamente in tribunale. Il collegio giudicante, dal canto suo, ha ribadito di aver già preso la propria decisione, confermando che İmamoğlu sarebbe stato portato in aula il giorno seguente.
"DENUNCIO QUESTA ILLEGALITÀ"
In mattinata, Ekrem İmamoğlu ha condiviso quanto accaduto con l'opinione pubblica attraverso l'account social dell'"Ufficio per la candidatura alla Presidenza". Nella dichiarazione rilasciata con le sue stesse parole, ha affermato quanto segue:
"Alle 08:10 di questa mattina, in prigione, mi è stata notificata la decisione arbitraria del collegio giudicante che mi impedisce di partecipare all'udienza IBB.
Impedirmi di partecipare al processo in cui viene discusso l'atto d'accusa redatto a mio nome è una gravissima violazione dei diritti, l'apice di una giustizia nemica.
Il tribunale sta limitando e ignorando le difese delle persone a cui sono stati attribuiti il maggior numero di reati nell'atto d'accusa e dei loro avvocati.
Questa situazione è la prova che il processo IBB, definito il "processo illegale del secolo", è completamente crollato e si è trasformato in un cumulo di esecuzioni extragiudiziali.
Il collegio giudicante, progettato ignorando il principio del giudice naturale dopo l'apertura del caso e di cui non si può mai parlare in termini di indipendenza e imparzialità, da oggi ha rinunciato completamente anche solo all'apparenza di un'attività giudiziaria.
Denuncio questa illegalità. Che il nostro popolo ascolti."
Fonte della notizia: 12punto
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