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Sentenza della Corte di Cassazione: l'errore del lavoratore è motivo di licenziamento senza indennità

In una causa riguardante il licenziamento senza indennità di un lavoratore sorpreso a dormire durante l'orario di lavoro, l'Alta Corte ha stabilito che la violazione delle norme di salute e sicurezza sul lavoro costituisce di per sé un motivo legittimo di risoluzione del contratto, indipendentemente dalla necessità di un avvertimento preventivo e dal verificarsi o meno di un danno. La sentenza specifica che il lavoratore sorpreso a dormire può essere licenziato immediatamente senza il pagamento dell'indennità di anzianità e di preavviso.

Sentenza della Corte di Cassazione: l'errore del lavoratore è motivo di licenziamento senza indennità

La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione delle norme di salute e sicurezza sul lavoro costituisce di per sé un motivo legittimo di risoluzione del contratto, indipendentemente dalla necessità di un avvertimento preventivo e dal verificarsi o meno di un danno.

L'Alta Corte ha emesso una sentenza secondo cui il lavoratore sorpreso a dormire durante l'orario di lavoro deve essere licenziato immediatamente senza il pagamento dell'indennità di anzianità e di preavviso. 

Secondo le informazioni ottenute, 3 lavoratori impiegati presso una fabbrica a Bursa, avrebbero lasciato i macchinari CNC in funzione per dormire un'ora nel reparto officina. In seguito alla segnalazione dell'accaduto alla direzione, i 3 dipendenti, accusati di aver ignorato le norme di sicurezza sul lavoro, sono stati licenziati senza il pagamento delle indennità. 

"A VOLTE LASCIAMO LA MACCHINA IN FUNZIONE SU ISTRUZIONE"

A seguito della situazione, i 3 lavoratori si sono rivolti al 7° Tribunale del Lavoro di Bursa, richiamando l'attenzione sull'intensità del lavoro. Hanno dichiarato che ci sono momenti in cui seguono più macchine contemporaneamente e che, a volte, lasciano la macchina in funzione su istruzione durante le pause pranzo, le pause tè o persino quando escono dal lavoro di notte.

Hanno sostenuto che, considerando che non erano mai stati redatti verbali nei loro confronti durante il periodo di lavoro e che non vi era alcuna azione disciplinare a loro carico, l'atto non raggiungeva la gravità tale da giustificare una risoluzione legittima, sottolineando inoltre di avere testimoni che confermano che i lavoratori seguivano più macchine contemporaneamente.

L'ENFASI DELLA CASSAZIONE SULLA 'SICUREZZA SUL LAVORO'

Il tribunale ha respinto le richieste di indennità e di reintegrazione dei ricorrenti. Dopo che le sezioni 3ª, 9ª e 12ª del Tribunale Regionale d'Appello hanno emesso sentenze divergenti in seguito ai ricorsi presentati dagli avvocati dei ricorrenti, la 9ª Sezione Civile della Corte di Cassazione è intervenuta su istanza degli avvocati.

Nella sentenza, è stato ricordato che l'articolo 25 della Legge n. 4857 indica tra i motivi legittimi di licenziamento da parte del datore di lavoro il caso in cui il lavoratore, volontariamente o per negligenza, metta in pericolo la sicurezza del lavoro sul posto di lavoro. È stato sottolineato che le disposizioni sulla sicurezza sul lavoro sono norme che devono essere seguite meticolosamente per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori. È stato affermato che, in caso di pericolo per la sicurezza del lavoro derivante da un comportamento intenzionale o da una negligenza del lavoratore, sorge immediatamente il diritto del datore di lavoro alla risoluzione legittima del contratto.

Nella sentenza della Corte di Cassazione, è stato osservato che non è necessario avvertire o richiamare il lavoratore in merito a tale questione, né è necessario che si verifichi un danno specifico.

Nella sentenza sono state incluse le seguenti espressioni: 

"Il semplice fatto che un lavoratore notturno dorma non costituisce motivo di licenziamento legittimo, a meno che non metta in pericolo la sicurezza sul lavoro e non sia stato precedentemente dato alcun avvertimento in merito all'interruzione del lavoro. In questo caso, non si può accettare che il licenziamento sia basato su una causa legittima senza che il lavoratore sia stato avvertito di tale comportamento e senza che sia stato dimostrato quali tipi di negatività abbia causato sul posto di lavoro questo atto di dormire. Come si può vedere, se il licenziamento sia basato su una causa legittima deve essere determinato in base alla natura del lavoro svolto, al fatto che l'azione sia avvenuta una o più volte, se la sicurezza sul lavoro sia stata messa in pericolo, in altre parole, in base alle caratteristiche del caso concreto. Si osserva che i testimoni del convenuto hanno dichiarato che, a causa dell'elevato costo dei macchinari, è necessario restare davanti al banco di lavoro per operare, altrimenti non sarebbe possibile fermarsi e intervenire immediatamente, con il rischio di causare gravi danni materiali, e che il caposquadra CNC decide quali lavori richiedono la presenza costante davanti alla macchina o se sia possibile lavorare su due macchine contemporaneamente. Il fatto che i lavoratori, nonostante possiedano formazione, conoscenze ed esperienza sufficienti, abbiano lasciato i banchi di lavoro sotto il loro controllo e supervisione in funzione durante l'orario di lavoro e si siano riposati o abbiano dormito nell'officina per oltre un'ora senza avvisare nessuno, è tale da mettere in pericolo la sicurezza sul lavoro se valutato insieme alla natura del lavoro svolto. Non è necessario avvertire il lavoratore o ricordargli tale questione prima della risoluzione del contratto di lavoro, né è necessario che si verifichi un danno specifico. Per i motivi indicati, si è deciso di risolvere la controversia in linea con le decisioni delle sezioni 3ª e 9ª del Tribunale Regionale d'Appello, secondo cui non vi è alcuna inesattezza nella decisione dei Tribunali di Primo Grado di respingere le richieste di indennità di anzianità e di preavviso sulla base del fatto che il contratto di lavoro è stato risolto per giusta causa."


Fonte della notizia: İHA

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