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Nuovo ordine di arresto per il sindaco di Beykoz Alaattin Köseler prima dell'udienza

Il sindaco di Beykoz, Alaattin Köseler, in carcere da circa 16 mesi, ha ricevuto un nuovo ordine di arresto a breve distanza dall'udienza. L'avvocato del sindaco ha definito questa decisione un "tentativo di impedire la scarcerazione".

Nuovo ordine di arresto per il sindaco di Beykoz Alaattin Köseler prima dell'udienza

Prima dell'udienza del 13 luglio, è stato emesso un nuovo ordine di arresto nei confronti del sindaco di Beykoz, Alaattin Köseler, nell'ambito di un'indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Beykoz. L'avvocato del sindaco Köseler, che si trova in carcere da 490 giorni, Çiğdem Kezer, ha rilasciato una dichiarazione scritta in merito alla decisione, sostenendo che il provvedimento mira a impedire l'eventuale scarcerazione del suo assistito.

Nella dichiarazione si sottolinea che il processo, in corso da tempo, è ormai giunto al termine e che si attende una decisione di scarcerazione. Kezer ha condiviso l'informazione: "Come è noto, il mio assistito, il sindaco eletto di Beykoz, il signor Alaattin Köseler, è detenuto da circa 490 giorni a partire da oggi".

ACCUSE DI IRREGOLARITÀ NELLA PROCEDURA DI INTERROGATORIO

L'avvocato Kezer ha sottolineato che, nel nuovo processo investigativo, la richiesta del sindaco Köseler di essere condotto personalmente in procura per rendere testimonianza e la sua volontà di testimoniare fisicamente davanti al giudice di pace non sono state accolte dal tribunale. Ha sostenuto che l'interrogatorio effettuato tramite SEGBİS (sistema di collegamento video) è stato condotto in violazione delle procedure. "Il mio assistito stava parlando con me quando è stato chiamato per le procedure SEGBİS nell'istituto penitenziario. Per questo motivo, il processo procedurale avvenuto è stato verbalizzato con la firma anche dei nostri colleghi che si trovavano nelle cabine adiacenti durante il colloquio", ha affermato Kezer, sostenendo che quanto accaduto è contrario alla legge e al principio di un giusto processo.

"L'OBIETTIVO È IMPEDIRE LA SCARCERAZIONE"

Valutando come degna di nota la tempistica del nuovo ordine di arresto a pochi giorni dall'udienza decisiva, Kezer ha proseguito le sue accuse:

"È chiaro che l'unico scopo di questa indagine, in cui alcune persone, sotto la guida di determinati ambienti, hanno rivolto accuse al mio assistito su questioni in cui non è mai stato coinvolto per beneficiare delle disposizioni sul pentimento attivo ed evitare l'arresto, è uno solo. Non solo il popolo di Beykoz, ma ormai tutta la Turchia sa che l'obiettivo è impedire in qualche modo la scarcerazione del mio assistito".

Nella dichiarazione si è inoltre sottolineato che gli equilibri politici nel comune di Beykoz sono cambiati da tempo, che ci sono stati cambi di partito alla guida del comune e che le indagini in corso sono collegate a questo processo.

L'avvocato Kezer ha dichiarato che continueranno a far valere tutti i diritti legali relativi al processo, concludendo la sua dichiarazione con queste parole: "Nonostante tutte queste ingiustizie e illegalità, manteniamo la nostra fede nell'indipendenza e nell'imparzialità delle autorità giudiziarie; vogliamo continuare a mantenere viva la nostra fiducia nel fatto che la giustizia alla fine trionferà".


Fonte della notizia: 12punto