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Nuovi sviluppi nel caso di Narin Güran: ricorso in Cassazione

Nel processo per l'omicidio di Narin Güran a Diyarbakır, l'avvocato di Enes Güran, Mahir Akbilek, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione contestando il rapporto sulle celle telefoniche.

Nuovi sviluppi nel caso di Narin Güran: ricorso in Cassazione

Il corpo della piccola Narin Güran, 8 anni, scomparsa il 21 agosto 2024 nel distretto di Bağlar a Diyarbakır, è stato ritrovato l'8 settembre all'interno di un sacco nel letto di un torrente. Per il caso è stato aperto un processo contro la madre Yüksel Güran, lo zio Salim Güran, il fratello Enes Güran e il vicino di casa Nevzat Bahtiyar. Il tribunale ha condannato Salim, Yüksel ed Enes Güran all'ergastolo ostativo, mentre Nevzat Bahtiyar è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione per occultamento di prove.

L'avvocato di Enes Güran, Mahir Akbilek, nella petizione presentata alla Corte di Cassazione, ha sostenuto che i rapporti sulle celle telefoniche ristrette non sono attendibili. Akbilek ha citato come esempio il caso di tre persone arrestate per omicidio nel distretto di Bismil sulla base di un rapporto simile e successivamente assolte, sottolineando che le competenze dei periti dovrebbero essere messe in discussione.

Nel caso di Bismil, relativo all'omicidio di Arif Meçin avvenuto nel 2013, tre persone arrestate a causa dei rapporti sulle celle telefoniche sono state assolte per insufficienza di prove e perché tali rapporti non sono stati considerati prove definitive. Questa situazione ha costituito un punto fondamentale nel ricorso presentato dall'avvocato di Enes Güran alla Corte di Cassazione.

Nella sua istanza, Akbilek ha sottolineato che i rapporti sulle celle telefoniche ristrette non coincidono con le realtà scientifiche e tecnologiche, sostenendo che tali rapporti non dovrebbero essere accettati come prove definitive nei procedimenti penali. Inoltre, richiamando il principio secondo cui tali rapporti dovrebbero produrre lo stesso risultato a ogni verifica, ha sostenuto che i rapporti attuali sono contrari alla legge.

La Procura Generale presso la Corte di Cassazione, dal canto suo, ha dichiarato che le pene inflitte agli imputati sono conformi alla legge e ha richiesto la conferma della sentenza. Il fascicolo è stato inviato alla 1ª Sezione Penale della Corte di Cassazione e si attende la decisione definitiva.


Fonte della notizia: 12punto

Narin Güran