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Mossa del DEM Parti per Selahattin Demirtaş

In seguito alla sentenza della CEDU, che ha definito "politica" la detenzione di Selahattin Demirtaş e ha condannato la Turchia al pagamento di 55 mila euro di risarcimento, il DEM Parti ha richiesto una discussione generale in Parlamento. Temelli e Koçyiğit hanno dichiarato che la decisione rappresenta un'interferenza nella politica democratica.

Mossa del DEM Parti per Selahattin Demirtaş

La Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), nella sentenza emessa riguardo all'ex co-presidente dell'HDP in carcere Selahattin Demirtaş, ha stabilito che la detenzione è stata attuata per motivi politici. La CEDU, giudicando che la Turchia abbia violato la Convenzione europea dei diritti dell'uomo per tale motivo, ha deciso che a Demirtaş venga corrisposto un risarcimento di 55 mila euro.

IL DEM PARTI PASSA ALL'AZIONE CON UNA RICHIESTA DI DISCUSSIONE GENERALE IN PARLAMENTO

Dopo la sentenza della CEDU, il DEM Parti è passato all'azione presentando una richiesta alla Presidenza della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM). Nella richiesta, firmata dai vicepresidenti del gruppo parlamentare del DEM Parti, Sezai Temelli e Gülistan Kılıç Koçyiğit, è stato sottolineato che la decisione della CEDU ha implicazioni che riguardano i processi politici e lo Stato di diritto democratico. Il partito ha chiesto che questo sviluppo venga discusso apertamente nell'agenda del Parlamento. 

Nella petizione si legge quanto segue: 

"Nel processo noto all'opinione pubblica come 'Caso Kobane', uno dei procedimenti più critici della storia giuridica e politica della Turchia, sono sotto processo un totale di 108 politici, inclusi co-presidenti, deputati e membri del partito HDP. Questo caso è essenzialmente un processo giudiziario condotto per scopi politici ed è diventato uno dei segni concreti della rottura con le basi del diritto. La condanna a decenni di carcere in modo illegale di politici che contribuiscono alla soluzione democratica e pacifica della questione curda, e il fatto che molti di loro siano detenuti da molti anni, è una situazione inaccettabile sia dal punto di vista dei principi dello Stato di diritto, sia da quello etico e politico. Il corso di questo processo e la situazione degli imputati nella fase attuale costituiscono un serio ostacolo agli sforzi volti a rafforzare la pace sociale e la volontà di convivenza comune.

La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo dell'8 luglio 2025 nel caso Selahattin Demirtaş/Turchia (n. 4) ha confermato ancora una volta l'illegittimità della detenzione di Selahattin Demirtaş e di quelle nell'ambito del Caso Kobane; ha evidenziato la necessità dell'immediato rilascio dei politici detenuti in questo caso, a partire dal Sig. Demirtaş.

In questo contesto, richiediamo l'apertura di una discussione generale affinché il Parlamento possa esaminare in modo esaustivo le dimensioni giuridiche di questo caso, il suo retroscena politico, gli effetti prodotti in Turchia in termini di democrazia e diritti umani, nonché le violazioni delle norme di diritto nazionale e internazionale verificatesi durante il processo, al fine di garantire l'attuazione delle sentenze della CEDU e l'immediato rilascio di coloro che sono detenuti nell'ambito del processo, come richiesto dalle decisioni emesse." 


Fonte della notizia: 12punto

Selahattin Demirtaş CEDU DEM Parti