Malumore nell'alta magistratura: 'Se il 9° Pacchetto Giudiziario diventerà legge, riceveranno migliaia di lire in meno'
Il membro onorario della Corte di Cassazione, Seyfettin Çilesiz, ha espresso la sua reazione alla disposizione contenuta nell'articolo 12 del 9° Pacchetto Giudiziario. Çilesiz ha dichiarato: "Se l'articolo dovesse essere approvato in questa forma, i membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato riceveranno probabilmente, a partire da agosto, uno stipendio inferiore di circa 10 mila lire, se non addirittura di più".
Il membro onorario della Corte di Cassazione, Seyfettin Çilesiz, ha scritto un articolo richiamando l'attenzione sulle perdite di diritti dei membri dell'alta magistratura.
In un post pubblicato su X, Çilesiz ha puntato i riflettori sul 9° Pacchetto Giudiziariolanciando un appello affinché vengano prevenute tali perdite di diritti.
Çilesiz ha affermato: "Spero e mi auguro che, durante la discussione della proposta in commissione parlamentare o in Assemblea Generale, si trovi una soluzione correttiva affinché i membri della Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato, i giudici e i pubblici ministeri, ai quali vengono revocati diritti acquisiti, non si ritrovino intrappolati tra 'il proprio portafoglio e la propria coscienza'" aggiungendo che ha riferito quanto segue:
"STRETTI TRA IL PORTAFOGLIO E LA COSCIENZA!
Alcuni ricorderanno. Uno degli ex presidenti onorari della Corte di Cassazione, Mehmet Uygun, durante un discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario, utilizzò la metafora di "essere stretti tra il portafoglio e la coscienza" per richiamare l'attenzione sull'insufficienza degli stipendi dei giudici e dei pubblici ministeri in servizio presso gli organi giudiziari di primo grado e di vertice.
Con la Legge n. 7447, emanata nel marzo 2023, era stata introdotta una disposizione normativa per corrispondere un'indennità mensile aggiuntiva ai giudici e ai pubblici ministeri di prima classe e a quelli classificati come tali, calcolata moltiplicando un coefficiente di 15.000 per il coefficiente di stipendio dei dipendenti pubblici, e un'indennità calcolata con un coefficiente di 40.000 per i presidenti e i membri delle alte corti e per i loro pensionati. Questa disposizione, con l'accusa di violare il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione, è stata oggetto di un ricorso presentato dal 25° Tribunale Amministrativo di Ankara presso la Corte Costituzionale per chiederne l'annullamento. La Corte Costituzionale, invece, ha ritenuto che la differenza tra il coefficiente di 15.000 per i giudici di prima classe e quello di 40.000 per i membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato non fosse ragionevole né proporzionata, in violazione della Costituzione ritenendolo contrario al principio di uguaglianza ne aveva decretato l'annullamento. Aveva concesso al legislatore un periodo di 6 mesi per procedere a una nuova regolamentazione. Tale termine scade alla fine di luglio. Durante questo periodo, si è continuato a erogare l'indennità aggiuntiva basandosi sulle cifre indicate nella legge.
3 OPZIONI
Il legislatore, nel procedere alla nuova regolamentazione in conformità con la decisione della Corte Costituzionale, avrebbe potuto scegliere una delle tre opzioni.
1ª opzione: basarsi sulla cifra di 15.000 come indicatore assegnato ai giudici e ai pubblici ministeri di prima classe, applicando questo stesso indicatore (15.000) al posto di quello di 40.000 attualmente in vigore per i membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, procedendo alla sua applicazione,
2ª opzione: aumentare leggermente l'indicatore per i giudici e i pubblici ministeri di prima classe e ridurre leggermente l'indicatore di 40.000 dei membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, portando il rapporto tra le parti a un livello ragionevole in conformità con la decisione della Corte Costituzionale,
3ª opzione: mantenere l'indicatore dei membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato mantenendo il valore a 40.000, si sarebbe potuto regolare l'aumento del coefficiente di riferimento, attualmente fissato a 15.000, per i magistrati e i pubblici ministeri di prima classe, avvicinandolo a tale cifra.
In realtà, di fronte al caro vita e al basso potere d'acquisto, l'opzione corretta sarebbe stata quella di adottare una regolamentazione adeguata, ovvero avvicinare anche il coefficiente dei magistrati di prima classe a 40.000. Per i membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, questa situazione non comporterebbe un nuovo onere per il bilancio, poiché tale indennità è già prevista nel bilancio e gli stipendi venivano calcolati di conseguenza.
APPELLO ALLA COMMISSIONE E ALL'ASSEMBLEA GENERALE
Tuttavia, osservando la disposizione relativa ai coefficienti di riferimento, oggetto di questo nostro scritto, contenuta nell'articolo 12 del 9° pacchetto giudiziario presentato alla Presidenza della Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM), si nota che coloro che hanno preparato la proposta hanno scelto la prima delle tre opzioni che abbiamo appena elencato. Ovvero, basandosi sul coefficiente di 15.000 precedentemente assegnato ai magistrati e ai pubblici ministeri di prima classe, anche il coefficiente di 40.000 assegnato ai membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato viene ridotto a 15.000. Se l'articolo venisse approvato in questa forma, i membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato riceveranno probabilmente i loro stipendi ridotti di circa 10 mila lire, o forse anche di più, a partire dal mese di agosto. Naturalmente, questa situazione vale anche per i pensionati della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato. Spero e desidero che, durante la discussione di questa proposta nelle commissioni parlamentari o in Assemblea Generale, venga trovata una soluzione che corregga la situazione, evitando che i membri della Corte di Cassazione, del Consiglio di Stato, i magistrati e i pubblici ministeri, ai quali vengono revocati i diritti acquisiti, rimangano intrappolati "TRA IL LORO PORTAFOGLIO E LA LORO COSCIENZA".
I membri della Corte di Cassazione e del Consiglio di Stato, ai quali sono stati sottratti i diritti acquisiti cogliendo l'occasione di una sentenza della Corte Costituzionale (AYM), non possono sollevare la questione a causa della natura del loro incarico. I pensionati, pur avendo avuto colloqui con alcune autorità competenti, non sono riusciti a ottenere risultati. Spero che gli utenti dei social media condividano questo messaggio sui propri profili per contribuire alla risoluzione del problema."
GIUSTIZIA E L'ESSERE INTRAPPOLATI TRA PORTAFOGLIO E COSCIENZA!
— Seyfettin ÇİLESİZ (@scilesiz52) 7 luglio 2024
Chi ricorda se ne ricorderà. L'ex primo presidente onorario della Corte di Cassazione
Mehmet Uygun, in un discorso di apertura dell'anno giudiziario, per attirare l'attenzione sull'insufficienza degli stipendi dei giudici e dei pubblici ministeri in servizio presso gli organi giudiziari di primo grado e di vertice, disse: "Il portafoglio…
Fonte della notizia: 12punto
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