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Olgun (İYİ Parti): Il tribunale ha superato i limiti legali nel congresso del CHP

Il vicepresidente dell'İYİ Parti, Hakan Şeref Olgun, ha sostenuto che la decisione di "nullità assoluta" del Tribunale Regionale d'Appello di Ankara in merito al 38° Congresso Ordinario del CHP costituisce un'interferenza che eccede l'autorità giudiziaria. Olgun ha affermato che i principi democratici sono stati compromessi dalle decisioni del tribunale riguardanti il funzionamento interno del partito.

Olgun (İYİ Parti): Il tribunale ha superato i limiti legali nel congresso del CHP

La decisione di "nullità assoluta" emessa dalla 36ª Sezione Civile del Tribunale Regionale d'Appello di Ankara in merito al 38° Congresso Ordinario del CHP, tenutosi lo scorso novembre e oggetto di varie controversie, continua a suscitare reazioni nel mondo politico. Valutando la sentenza, il vicepresidente dell'İYİ Parti e deputato di Afyonkarahisar, Hakan Şeref Olgun, ha ritenuto contraria ai principi fondamentali del diritto la scelta del tribunale di basare la propria autorità sulla Legge sui Partiti Politici e sul Codice Civile.

"SUPERATA L'AUTORITÀ GIUDIZIARIA"

Nella sua dichiarazione, Olgun ha affermato: "La Corte d'Appello, superando i limiti del controllo legale, ha sostituito la volontà politica interna del partito con la volontà giudiziaria".

Sottolineando che la decisione, emessa il 21 maggio 2026, desta preoccupazione per lo Stato di diritto democratico poiché in grado di modificare direttamente la gestione di un partito politico in Turchia, Olgun ha richiamato l'attenzione su gravi problemi di procedura e competenza. Il tribunale, con la motivazione che la volontà dei delegati era stata corrotta da promesse di denaro, benefici e incarichi politici, ha annullato il congresso, invalidato tutti i congressi e le decisioni successive, e reintegrato il precedente presidente generale.

"UTILIZZATE BASI GIURIDICHE ERRATE"

Olgun ha riferito che il tribunale ha citato l'articolo 69 della Costituzione e gli articoli 4 e 93 della Legge sui Partiti Politici come giustificazione, per poi basare l'invalidità della decisione congressuale sulla disposizione generale del Codice delle Obbligazioni turco (27/1). Olgun ha dichiarato: "Tuttavia, l'articolo 27 del Codice delle Obbligazioni è una norma generale relativa al diritto contrattuale. I partiti politici, invece, devono essere valutati secondo le disposizioni speciali soggette alla Legge sui Partiti Politici", osservando che non è possibile ricorrere a norme generali quando esistono disposizioni speciali come quelle della Legge sui Partiti Politici.

"L'AUTORITÀ COMPETENTE È LO YSK"

Affermando che il quadro dei riferimenti della Legge sui Partiti Politici al Codice Civile è stato tracciato in modo errato, Olgun ha sottolineato che l'autorità competente è l'Alto Consiglio Elettorale (YSK). Olgun ha dichiarato: "Nelle controversie relative alle elezioni dei partiti politici, l'organo decisionale finale, secondo la Costituzione e la Legge sui Partiti Politici, è lo YSK. L'annullamento dei congressi da parte della magistratura ordinaria sulla base di accuse non ancora confermate costituisce un eccesso di potere".

"DECISIONE BASATA SU INDAGINI IN CORSO"

Olgun ha inoltre espresso che la decisione del tribunale non si basa su una condanna penale definitiva, ma su indagini in corso e accuse contenute nei fascicoli processuali, il che non è compatibile con la presunzione di innocenza. Ha affermato che l'annullamento delle decisioni congressuali in questo modo costituisce una "grave minaccia" per i processi democratici.

"UN PERICOLO PER OGNI PARTITO"

Al termine della sua valutazione, Olgun ha espresso che tali interferenze della magistratura nella volontà dei partiti politici rappresentano un rischio non solo per oggi, ma per tutti i partiti in futuro, e ha avvertito con le seguenti parole:

"La Corte d'Appello, superando i limiti del controllo legale, ha sostituito la volontà politica interna del partito con la volontà giudiziaria. Come İYİ Parti, lo affermiamo chiaramente: l'interferenza della magistratura nella volontà interna dei partiti politici è il presagio che ciò che viene fatto oggi a un partito potrà essere fatto domani a chiunque.

Indipendentemente dal partito a cui è rivolto, annullare i congressi di partito attraverso le norme generali del Codice delle Obbligazioni; strumentalizzare il Codice Civile per superare le regole di competenza e autorità; considerare accuse non confermate come prove sufficienti per annullare la volontà di migliaia di delegati: nulla di tutto ciò è compatibile con la concezione dello Stato di diritto. La decisione deve essere sottoposta al più presto a un controllo completo, sia di procedura che di merito, da parte della Corte di Cassazione".


Fonte della notizia: 12punto