Gli intellettuali turchi pubblicano un manifesto: "Siamo preoccupati"
Un gruppo di 32 persone, tra cui scrittori, poeti, giornalisti e accademici, ha pubblicato un manifesto intitolato "SIAMO PREOCCUPATI". Nel documento si legge: "Facciamo sentire la nostra voce perché il diritto, la giustizia e le libertà vengono ignorati dal regime di palazzo". Il poeta Ataol Behramoğlu ha annunciato di aver ritirato la propria firma dal manifesto.
In un periodo in cui la Turchia sta vivendo una rapida deriva autoritaria, in cui lo stato di diritto viene ignorato, la libertà di espressione è limitata e il degrado ambientale è in aumento, molti intellettuali e artisti hanno pubblicato un manifesto comune per esprimere le proprie preoccupazioni.
Il gruppo, che comprende scrittori, accademici, artisti e rappresentanti della società civile, ha criticato la situazione attuale del Paese con una dichiarazione intitolata "SIAMO PREOCCUPATI!" e ha invitato la società a condividere queste inquietudini.
"SIAMO PREOCCUPATI PER LA DISTRUZIONE DELLA DEMOCRAZIA E DEL DIRITTO"
Il manifesto sottolinea in particolare il deterioramento del principio dello stato di diritto e critica la restrizione dei diritti democratici. Tra i punti principali del documento figurano la mancata attuazione delle sentenze della Corte Costituzionale, la violazione del diritto di eleggibilità dei parlamentari e la rappresentazione degli individui che cercano giustizia come potenziali criminali.
Gli intellettuali, affermando che il diritto in Turchia è stato politicizzato, hanno richiamato l'attenzione sulle violazioni dei diritti umani. Anche l'indebolimento delle università, la criminalizzazione delle proteste come terrorismo e la rimozione dei sindaci eletti con la nomina di commissari (kayyum) sono tra i temi criticati nel testo del manifesto.
DEGRADO AMBIENTALE E POLITICHE ECONOMICHE
La dichiarazione, che esprime preoccupazione per la distruzione della natura a Kazdağları, Akbelen e İkizdere, afferma che le risorse ambientali vengono svendute al capitale e che, in questo processo, la lotta del popolo per i propri diritti viene repressa. Allo stesso tempo, sono state criticate le attuali politiche economiche, sottolineando che il peso della lotta contro la crisi economica ricade su lavoratori, pensionati e dipendenti.
PREOCCUPAZIONE PER I DIRITTI DELLE DONNE E LE LIBERTÀ
Il manifesto esprime anche disagio per gli effetti negativi del ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul sui diritti delle donne. Affermando che i diritti fondamentali delle donne vengono messi in discussione e che i femminicidi sono in costante aumento, si sostiene che questo processo porti con sé il pericolo di una "talebanaizzazione".
"INVITIAMO L'INTERA SOCIETÀ A CONDIVIDERE QUESTA VOCE"
Nella dichiarazione, gli intellettuali hanno invitato in particolare i partiti di opposizione, le organizzazioni della società civile, i sindacati, gli scrittori, gli artisti e gli scienziati a condividere queste preoccupazioni.
Il testo completo della dichiarazione:
S I A M O P R E O C C U P A T I !...
Questo appello è l'espressione ad alta voce delle nostre preoccupazioni, che crescono man mano che la Turchia assume un clima che si autoritarizza rapidamente e in cui, giorno dopo giorno, il diritto, i diritti umani, l'arte, la scienza e, soprattutto, il diritto alla vita vengono ignorati...
Invitiamo a unirsi a questa voce i partiti di opposizione in primis, le organizzazioni della società civile, i sindacati, le associazioni, gli artisti, gli scrittori, gli scienziati e, in breve, chiunque non si sia normalizzato e che ponga al centro il diritto alla vita e le libertà.
Noi siamo PREOCCUPATI per una mentalità che ignora i diritti degli accademici senza alcuna garanzia, che classifica ogni protesta come terrorismo, che mette le manette alle porte delle università, che arresta, detiene e apre procedimenti penali contro gli studenti, che rende inefficace un'università che entra nelle classifiche educative mondiali e che afferma che "lo scopo dell'istruzione non è la conoscenza"...
Guardando all'atmosfera in cui è giunto il Paese, siamo PREOCCUPATI per un ordine in cui chiunque cerchi i propri diritti viene mostrato come un potenziale terrorista, emarginato e perseguitato, in cui si viene arrestati e detenuti una mattina per un articolo critico scritto in precedenza, e in cui il clima di paura viene agitato come la spada di Damocle…
Siamo PREOCCUPATI per questo andazzo che fa ritirare i libri, vieta i concerti, getta gli artisti in pasto a squadre di linciaggio per intimidirli, che non tollera nemmeno che artisti e scrittori senza alcuna garanzia producano liberamente, e che fa minacciare politici, giornalisti e artisti dai "boss" della mafia…
Siamo PREOCCUPATI per un sistema giuridico che ignora la Costituzione, che rimuove i sindaci eletti e nomina commissari al loro posto, che erige barricate di polizia davanti ai comuni del popolo, che crea nuove vittimizzazioni con crimini inventati, che non riconosce le decisioni della Corte Costituzionale e che usurpa il diritto di eleggibilità del parlamentare eletto Can Atalay e il diritto di voto di decine di migliaia di abitanti di Hatay che lo hanno votato…
Siamo PREOCCUPATI per il fatto che il governo faccia ricadere il conto della crisi economica che esso stesso ha creato sui dipendenti, sui lavoratori e sui pensionati, e che continui a far crescere la povertà e l'esercito dei disoccupati con politiche che privilegiano il capitale e i ricchi, caricando il peso sulle spalle dei cittadini…
Siamo PREOCCUPATI per questo approccio che si presenta davanti al popolo con polizia e gendarmeria per svendere al capitale le nostre foreste a Kazdağları e Akbelen, i nostri torrenti a İkizdere e Çamlıhemşin, le nostre coste a Marmaris e Gökova, ignorando di fatto il nostro futuro…
Siamo PREOCCUPATI per il silenzio di un piccolo villaggio e di un enorme Paese di fronte al fatto che neonati vengano indirizzati verso ospedali convenzionati per ottenere guadagni illeciti, causandone la morte, e per il fatto che gli assassini di un bambino di 8 anni non vengano trovati da mesi…
Siamo PREOCCUPATI per l'uscita arbitraria dalla Convenzione di Istanbul con una sola firma, per l'emarginazione che subiamo da anni a causa del nostro stile di vita, per il fatto che vengano messi in discussione i diritti più elementari come il diritto all'istruzione delle bambine, il diritto delle artiste di esercitare la propria arte, delle atlete di fare sport, delle donne di circolare liberamente per strada o di lavorare in determinate professioni, e per i passi che si vogliono compiere verso la "talebanaizzazione" del nostro Paese, con l'uccisione di almeno una donna ogni giorno...
Infine, vogliamo che si sappia che noi facciamo sentire la nostra voce perché il diritto, la giustizia e le libertà vengono ignorati dal regime di palazzo. Proprio come le preoccupazioni degli intellettuali negli anni '70 e '80…
SIAMO PREOCCUPATI…"
Firmatari
Ahmet YAVUZ, Ali AYAROĞLU, Ali ÖZ, Ataol BEHRAMOĞLU, Ayşe KULİN, Ayşegül YALÇINER, Ayşenur ARSLAN, Barbaros ŞANSAL, Barış İNCE, Berkant GÜLTEKİN, Buket UZUNER, Enver AYSEVER, Erdal BAYRAKOĞLU, Fatih MAÇOĞLU, Halil ERGÜN, Haydar ERGÜLEN, Hilmi YARAYICI, İlkay AKKAYA, Kemal VAROL, Kutsal EVCİMEN, Mustafa GAZALCI, Muzaffer ÖZDEMİR, Orhan AYDIN, Öner YAĞCI, Prof.Dr. Aysit TANSEL, Prof.Dr. Hakkı KESKİN, Prof.Dr. Zeki KILIÇASLAN, Reis ÇELİK, Sedef KABAŞ, Sinan KARAHAN, Songül BULUR, Süheyla TAŞÇIER, Şükrü ERBAŞ
ATAOL BEHRAMOĞLU HA RITIRATO LA FIRMA
Il poeta Ataol Behramoğlu, uno dei firmatari del manifesto, ha annunciato sul suo account X di aver ritirato la propria firma a causa dell'espressione "chiunque non si sia normalizzato".
Behramoğlu ha dichiarato: "Il manifesto intitolato 'Siamo preoccupati' è stato pubblicato, nonostante il mio avvertimento, senza rimuovere le parole 'chiunque non si sia normalizzato', che avrebbero causato polemiche inutili e fuori luogo. In questo caso, lungi dal condividere le critiche, mi vedo costretto a ritirare la mia firma da un manifesto che trovo addirittura carente".

Fonte della notizia: 12punto
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