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Dura reazione dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul alla decisione di chiudere la Bilgi Üniversitesi

L'Ordine degli Avvocati di Istanbul, opponendosi alla revoca dell'autorizzazione all'attività della Bilgi Üniversitesi che ha gettato nell'incertezza studenti e dipendenti, ha dichiarato che tale pratica è contraria al principio dello Stato di diritto e all'autonomia universitaria.

Dura reazione dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul alla decisione di chiudere la Bilgi Üniversitesi

La revoca dell'autorizzazione all'attività della Istanbul Bilgi Üniversitesi tramite decreto presidenziale, a breve distanza dalla fine dell'anno accademico, ha sollevato numerose polemiche. L'Ordine degli Avvocati di Istanbul ha pubblicato una dichiarazione scritta per condannare la decisione, affermando che tale pratica minaccia i diritti costituzionali e l'autonomia scientifica dell'università.

Nella nota dell'Ordine, è stato sottolineato che la decisione, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale durante le ore notturne e priva di motivazioni, "non è compatibile con l'autonomia universitaria, il diritto all'istruzione e il principio dello Stato di diritto garantiti dalla Costituzione".

Nella dichiarazione, inoltre, facendo riferimento a una precedente sentenza della Corte Costituzionale, è stato evidenziato che la revoca dell'autorizzazione all'attività delle università equivale di fatto a una chiusura e che tali procedure possono essere effettuate solo tramite legge.

"LA DECISIONE È UN NUOVO ESEMPIO DELLA PRATICA DI USURPAZIONE DEL POTERE LEGISLATIVO DA PARTE DELL'ESECUTIVO TRAMITE ATTI A FIRMA SINGOLA"

L'Ordine ha affermato che, con i relativi articoli della Legge sull'Istruzione Superiore n. 2547, l'esistenza dell'università è stata resa dipendente dagli atti amministrativi unilaterali dell'esecutivo, sottolineando che ciò è contrario al principio di autonomia scientifica garantito dall'articolo 130 della Costituzione. La reazione alla pratica è stata espressa con la frase: "Questa decisione è un nuovo esempio della pratica di usurpazione del potere legislativo da parte dell'esecutivo tramite atti a firma singola".

Nella dichiarazione, ricordando che anche dalla Convenzione di Istanbul si è usciti in modo simile tramite decreto presidenziale e lasciando fuori la volontà del Parlamento, l'Ordine ha sostenuto che i confini costituzionali sono stati violati ancora una volta e che questioni critiche riguardanti l'ordine pubblico e i diritti fondamentali sono state gestite in assenza di legittimità democratica.

Nella valutazione riguardante le tempistiche, è stato affermato che la decisione minaccia il diritto all'istruzione di migliaia di studenti, le attività scientifiche del personale accademico e la sicurezza lavorativa dei dipendenti. È stato rilevato che le componenti dell'università sono state trascinate in una grave incertezza.

L'Ordine degli Avvocati di Istanbul ha utilizzato le seguenti espressioni: "Le università non sono un'area di intervento arbitrario del potere politico; sono sotto la protezione costituzionale della democrazia, della libertà di espressione e della produzione scientifica".

Infine, l'Ordine, esprimendo la propria fiducia nello Stato di diritto, nella separazione dei poteri e nell'autonomia universitaria, ha annunciato all'opinione pubblica di essere in solidarietà con il personale accademico e amministrativo, gli studenti e tutti i lavoratori in servizio presso la Istanbul Bilgi Üniversitesi.


Fonte della notizia: 12punto