Denuncia penale contro Rahmi Koç e Binali Yıldırım da parte di 16 ordini degli avvocati
La battuta fatta da Rahmi Koç a Smirne e la reazione di Binali Yıldırım hanno spinto 16 ordini degli avvocati dell'Anatolia orientale e sud-orientale ad agire e a presentare una denuncia penale.
Dopo la barzelletta raccontata dall'imprenditore Rahmi Koç durante l'evento di inaugurazione dell'Ospedale Americano di Smirne, attribuita alle donne curde, si è scatenato un acceso dibattito nell'opinione pubblica. Alla cerimonia, organizzata da Koç Healthcare, parte della Fondazione Vehbi Koç, erano presenti, oltre a Rahmi Koç, Ali Koç, Semahat Arsel, l'ex primo ministro Binali Yıldırım, il governatore di Smirne Süleyman Elban, il sindaco della municipalità metropolitana di Smirne Cemil Tugay e numerosi rappresentanti del mondo imprenditoriale.
La battuta fatta da Koç dal podio, in cui ha affermato: "Il medico ha ascoltato i problemi della donna curda. Quando le ha detto 'Signora, vada dietro la tenda e si spogli', la donna ha risposto (imitandola): 'Dottore, si spogli prima lei'", e la reazione di Binali Yıldırım, presente tra il pubblico, che ha riso alle sue parole, hanno suscitato l'indignazione di molte persone.
La Procura della Repubblica di Smirne ha avviato un'indagine d'ufficio in merito alle dichiarazioni di Rahmi Koç.
16 ordini degli avvocati hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in seguito a quanto accaduto durante l'inaugurazione, annunciando di aver presentato una denuncia penale contro Rahmi Koç e Binali Yıldırım. Nella dichiarazione, firmata dagli ordini degli avvocati di Adıyaman, Ağrı, Batman, Bingöl, Bitlis, Dersim, Diyarbakır, Hakkari, Iğdır, Kars, Mardin, Muş, Siirt, Şanlıurfa, Şırnak, Tunceli e Van, si legge quanto segue:
"Esprimiamo il nostro profondo rammarico per il fatto che la cosiddetta barzelletta raccontata da tale Rahmi Koç, contenente espressioni umilianti, sessiste e lesive della dignità delle donne curde, sia stata accolta con risate da persone tra cui l'ex primo ministro Binali Yıldırım. È inaccettabile che questa narrazione, che mira a umiliare la donna curda sia per la sua identità di genere che per la sua appartenenza etnica, venga presentata come 'umorismo'. Ancora più sconcertante è il fatto che questo discorso denigratorio sia stato premiato con risate dai presenti in sala."
Gli ordini degli avvocati, sottolineando l'importanza della pace sociale e della cittadinanza paritaria, hanno condiviso le seguenti opinioni:
"In un periodo in cui si parla di pace sociale, cittadinanza paritaria e diritto alla fratellanza, la circolazione così disinvolta di pregiudizi che prendono di mira i curdi e le donne curde non serve a sanare le ferite del passato, ma ad approfondirle. Tutti i presenti in sala, a partire dall'ex primo ministro Binali Yıldırım, devono sapere che una cosa è rimanere in silenzio di fronte a parole che umiliano le donne di un popolo, un'altra è accompagnare quelle parole con risate.
La risata è la forma più forte di approvazione di ciò che viene detto. Il comportamento di Binali Yıldırım, che è egli stesso curdo e che, data la sua esperienza statale e la sua rappresentanza, avrebbe dovuto reagire immediatamente e opporsi all'insulto, ma che invece ha sostenuto con la sua risata, è un esempio di irresponsabilità inaccettabile."
Gli ordini degli avvocati, dichiarando di opporsi ai discorsi discriminatori e alle espressioni che ledono la dignità umana, si sono rivolti all'opinione pubblica con la seguente dichiarazione:
"Come ordini degli avvocati della regione, rifiutiamo ogni tipo di linguaggio discriminatorio che prenda di mira le donne, i popoli e la dignità umana; condanniamo apertamente questo atteggiamento e il comportamento che lo ha accompagnato, e condividiamo con rispetto con l'opinione pubblica di aver presentato una denuncia penale contro le persone menzionate."
Fonte della notizia: 12punto
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