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Decisione della Corte Costituzionale sull'indicatore aggiuntivo 3600

La Corte Costituzionale ha annullato il requisito di "essere stati nominati prima del 15 gennaio 2023" nella normativa sull'indicatore aggiuntivo 3600, ritenendolo incostituzionale. È stato stabilito che la decisione entrerà in vigore tra 6 mesi, a causa della violazione del diritto di proprietà e del principio di uguaglianza.

Decisione della Corte Costituzionale sull'indicatore aggiuntivo 3600

La Corte Costituzionale (AYM) ha annullato il requisito di "essere stati nominati prima del 15 gennaio 2023", contenuto nella normativa che riconosce ai dipendenti pubblici il diritto all'indicatore aggiuntivo 3600, ritenendolo contrario alla Costituzione.

Nella decisione pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale, è stato effettuato un controllo di costituzionalità relativo alla suddetta normativa nell'ambito di una causa avviata dal 18° Tribunale Amministrativo di Ankara. La causa era stata intentata con la richiesta di annullamento dell'atto relativo alla fruizione dell'indicatore aggiuntivo 3600 da parte dei dipendenti che prestano servizio nella classe dei servizi di amministrazione generale. L'oggetto della causa era l'espressione "prima della data di entrata in vigore del presente articolo", contenuta nel primo comma dell'articolo provvisorio 47, aggiunto alla Legge sui Dipendenti Pubblici n. 657 nel 2022 dall'articolo 5 della Legge n. 7417.

Nella richiesta presentata al tribunale, è stato sottolineato che la distinzione creata tra i dipendenti nominati prima del 15 gennaio 2023 e quelli nominati dopo tale data "non si basa su una ragione ragionevole e giustificata".

La Corte Costituzionale ha stabilito che la normativa in questione è incostituzionale e ne ha decretato l'annullamento. È stato deciso che la decisione entrerà in vigore tra 6 mesi.

MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE

Nella decisione dell'Alta Corte, viene indicato che la Legge n. 657 disciplina chi può beneficiare dell'indicatore aggiuntivo, ma che tale diritto è stato limitato solo ai dipendenti nominati prima del 15 gennaio 2023.

Nella decisione, sottolineando che esiste un'applicazione diversa per i dipendenti che hanno iniziato a lavorare a partire da tale data, viene affermato che "non esiste una base oggettiva e ragionevole per un trattamento differenziato".

La Corte, giungendo alla conclusione che l'applicazione di un trattamento diverso basato esclusivamente sulla data di nomina "costituisce una violazione del principio di uguaglianza nel contesto del diritto di proprietà", ha deciso per l'annullamento della relativa normativa.


Fonte della notizia: AA

indicatore aggiuntivo 3600 AYM