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Approvata dal tribunale la scarcerazione di Sema Barbaros

La presidente della sezione di Istanbul del Partito del Lavoro (EMEP), Sema Barbaros, è stata rimessa in libertà durante la prima udienza del processo presso la 22ª Corte d'Assise di Istanbul.

Approvata dal tribunale la scarcerazione di Sema Barbaros

Sema Barbaros, arrestata il 18 febbraio, ha dichiarato nella sua difesa durante l'udienza di vivere nello stesso quartiere da 10 anni e di avere una figlia di 8 anni. Barbaros, il cui marito è il presidente del Sindacato dei Giornalisti Turchi, ha affermato di ricoprire l'incarico di presidente della sezione di Istanbul dell'EMEP da 7 anni e ha richiesto la scarcerazione, sottolineando di trovarsi in carcere da 3 mesi e mezzo nonostante l'insufficienza di prove.

Il pubblico ministero, nella requisitoria presentata durante l'udienza, ha chiesto la scarcerazione dichiarando che le prove attuali non giustificano la detenzione di Barbaros. Anche gli avvocati di Barbaros hanno sottolineato l'assenza di prove concrete nel fascicolo. L'avvocato Nazlıcan Çelik ha affermato che il congresso dell'HDK a Şişli è stato presentato come prova di reato, ma che tale procedura non è stata eseguita correttamente nemmeno durante la fase di indagine. L'avvocato Elif Ergin ha invece precisato che Barbaros ha agito esclusivamente in linea con il Partito del Lavoro.

Il collegio giudicante, valutate le difese e lo stato delle prove, ha disposto la scarcerazione di Sema Barbaros. Dopo la decisione, esponenti del Partito del Lavoro e di vari partiti politici, riunitisi davanti al Palazzo di Giustizia di Çağlayan, hanno rilasciato una dichiarazione alla stampa sostenendo che gli arresti non siano di natura giuridica, bensì politica. Il presidente dell'EMEP, Seyit Aslan, ha dichiarato che coloro che lottano per la pace e la fratellanza vengono tenuti in carcere. Il portavoce delle sedi di Istanbul del KESK, Hüseyin Tosu, ha affermato che le operazioni mirano a mettere a tacere il popolo.

Sema Barbaros e altre 7 persone erano state poste in stato di fermo nell'ambito di un'indagine avviata il 18 febbraio con l'accusa di appartenenza all'HDK. Nell'atto d'accusa si era tentato di stabilire un collegamento tra l'HDK e il PKK, e la partecipazione al congresso dell'HDK era stata utilizzata come base per le accuse.


Fonte della notizia: 12punto