Un colosso aziendale subisce un furto di dati e si rivolge alla procura, ma la verità emerge dalla loro stessa denuncia
La piattaforma di ordinazione di cibo Yemeksepeti era finita al centro dell'attenzione per il furto dei dati dei suoi utenti. L'azienda si era rivolta alla procura sostenendo che una situazione del genere non si fosse verificata. Il retroscena dell'accaduto è però venuto alla luce. Ecco i dettagli...
Nell'era digitale, il furto di informazioni private è un tema ricorrente. Recentemente, anche la piattaforma di consegna pasti Yemeksepeti è stata protagonista di uno scandalo. Secondo quanto emerso, Yemeksepeti ha subito il furto dei dati di milioni di cittadini. È emerso persino che l'azienda ha inviato 200 mila euro in criptovaluta agli hacker che li avevano presi di mira.
YEMEKSEPETİ SI RIVOLGE ALLA PROCURA
Secondo quanto riportato da Sabah, l'azienda Yemeksepeti ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Istanbul, sostenendo di aver subito violazioni dei dati e tentativi di ricatto. Secondo la tesi dell'azienda, i dati dei cittadini su Yemeksepeti non sarebbero stati rubati, ma persone non identificate avrebbero cercato di far credere che ci fosse stata una fuga di notizie.
LA VERITÀ È VENUTA A GALLA
Nella denuncia presentata alla procura, l'azienda ha dichiarato di aver effettuato controlli dettagliati sui propri sistemi e di non aver riscontrato alcuna fuga di dati o violazione.
L'azienda ha sostenuto che le affermazioni dei sospettati fossero infondate e che tali tentativi avessero l'obiettivo di danneggiare la loro reputazione.
HANNO PAGATO 200 MILA EURO PER IL SILENZIO
D'altra parte, nella denuncia viene indicato che un individuo di nome Turgut U. aveva precedentemente effettuato post fuorvianti riguardanti le informazioni dei clienti e i dati delle carte di credito.
L'azienda ha sostenuto che non vi fosse alcuna vulnerabilità di sicurezza nei propri sistemi. Nella denuncia è stato richiesto di identificare i sospettati e di avviare un procedimento giudiziario nei loro confronti per i reati di "calunnia" e "ricatto".
Nella denuncia presentata alla procura, la nota azienda ha inoltre dichiarato che gli hacker che avevano sottratto i dati avevano avanzato richieste di denaro e che, in questo contesto, l'azienda ha versato 200 mila euro in criptovaluta alle persone che minacciavano di diffondere i dati.
COSA ERA SUCCESSO?
Il fondatore di Yemeksepeti, Nevzat Aydın, era apparso 17 giorni dopo lo scandalo dei dati per rilasciare una dichiarazione. Nevzat Aydın aveva affermato: "Abbiamo imparato le lezioni necessarie da quanto accaduto; costruiremo il futuro di Yemeksepeti con molta più convinzione e forza. Faccio fatica a trovare le parole per esprimere i miei sentimenti. Sono molto dispiaciuto. Per 20 anni, la nostra massima priorità è stata la sicurezza e la soddisfazione dei nostri utenti, e continuerà ad esserlo. Continuiamo a implementare tutti i miglioramenti necessari affinché un evento simile non si ripeta mai più..."
Fonte della notizia : 12punto
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