Tomba per 6 persone nel terremoto: 11 anni di carcere per il responsabile di quelle macerie!
A Malatya, è stata redatta la sentenza motivata riguardante Süleyman Dursun, direttore tecnico dell'edificio, condannato a 11 anni e 3 mesi di reclusione nel processo relativo al Dursun Apartmanı, crollato durante i terremoti del 6 febbraio 2023 con epicentro a Kahramanmaraş, che ha causato la morte di 6 persone.
Nel processo tenutosi presso la 5ª Corte d'Assise di Malatya, è stata resa nota la sentenza motivata di 19 pagine relativa alla condanna inflitta al direttore tecnico della struttura, Süleyman Dursun, per il reato di "aver causato la morte e il ferimento di più persone per colpa cosciente".
Nella decisione pubblicata sono state incluse le testimonianze dell'imputato a piede libero, dei parenti delle vittime del terremoto e dei testimoni, raccolte durante le fasi di indagine e dibattimentale.
"L'IMPUTATO ERA RESPONSABILE DEL CONTROLLO"
Nella sentenza motivata, che include anche la perizia tecnica, si afferma che l'imputato Dursun, in qualità di direttore tecnico dell'edificio, aveva la responsabilità di controllare e verificare in loco se la costruzione fosse stata realizzata in conformità con le condizioni tecniche e le norme edilizie.
"PRESENTE NEL PROGETTO, ASSENTE NELLA REALTÀ!"
Nella sentenza si rileva, sulla base delle spiegazioni tecniche contenute nella perizia, che le altezze del piano interrato e del piano terra erano state realizzate in modo errato e difforme dal progetto; inoltre, nonostante il progetto prevedesse la necessità di una corretta disposizione delle staffe nelle colonne e nelle travi, le immagini delle macerie hanno mostrato che gli spazi tra le staffe erano eccessivi e che le estremità delle stesse non erano state adeguatamente ancorate, oltre a riscontrare una carenza di armatura in quasi metà delle fondamenta.
Nella sentenza motivata, in cui si afferma che in una parte delle fondamenta non è stata garantita la tensione di sicurezza del terreno, si legge quanto segue:
"LE COLONNE NON SONO STATE RINFORZATE"
"È stato concluso che, ad eccezione di 3 colonne, in tutte le altre colonne dell'intero edificio vi era un'insufficienza di armatura longitudinale e non erano soddisfatti i requisiti minimi di armatura; che vi erano carenze nelle travi per quanto riguarda le armature longitudinali; che evitare, correggere e rimediare a questi errori durante il processo di costruzione rientrava nelle responsabilità dell'imputato, in qualità di responsabile dell'applicazione tecnica; e che il completamento della costruzione in questo modo, senza soddisfare nemmeno i requisiti minimi specificati nel regolamento vigente all'epoca della costruzione, ha portato al crollo dopo il terremoto."
Nella sentenza, in cui si afferma che le argomentazioni dell'imputato riguardanti il tetto e la terrazza non eliminano la sua responsabilità derivante dalle carenze tecniche e del sistema portante, presenti fin dall'inizio e causa principale del crollo, è stato registrato quanto segue:
"L'EDIFICIO NON ERA CONFORME NEMMENO AL VECCHIO REGOLAMENTO!"
"È stato concluso che la struttura non soddisfaceva nemmeno i requisiti minimi del vecchio regolamento del 1975; che, di fatto, esistevano edifici costruiti nello stesso periodo che non sono crollati con lo stesso terremoto; e che, considerando il crollo dell'edificio al momento del sisma a causa delle carenze tecniche e degli errori riscontrati, l'intensità del terremoto non solleva l'imputato dalla sua responsabilità, ritenendo che l'imputato sia colpevole in via principale e che il reato a lui ascritto sia provato."
"L'EDIFICIO È STATO COSTRUITO DA MIO FRATELLO, MORTO NEL TERREMOTO"
Nella sentenza motivata, l'imputato a piede libero Dursun ha dichiarato che l'edificio era stato fatto costruire da suo fratello Aliseydi Dursun, morto nel terremoto, e che aveva accettato di essere il direttore tecnico su richiesta del fratello per poter ottenere la licenza edilizia.
Dursun ha sostenuto che il fratello non aveva completato la costruzione in conformità con il progetto, realizzando un appartamento all'ultimo piano non previsto, e che, vedendo ciò, non aveva firmato per l'agibilità, aggiungendo che il fratello aveva continuato a utilizzare l'edificio in quello stato.
"NELLA SUA DIFESA HA DETTO: 'NON È SUCCESSO NULLA DURANTE IL TERREMOTO DI ELAZIĞ'!"
Dursun, affermando che l'edificio è stato costruito secondo il regolamento antisismico del 1995, ha dichiarato: "L'edificio non ha subito alcun danno durante il terremoto di Elazığ del 2020. Se non avessi costruito l'edificio in conformità con le regole e il progetto, non sarebbe rimasto intatto durante il sisma di Elazığ.
L'edificio soddisfa i requisiti previsti dal regolamento in vigore al momento della sua costruzione".
"ERA DIVENTATO LA TOMBA DI 6 PERSONE NEL TERREMOTO"
A seguito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica di Malatya in merito al Dursun Apartmanı, crollato nel quartiere Fatih, in via Namık Kemal, durante il terremoto di magnitudo 7,7 con epicentro a Pazarcık, e dove hanno perso la vita Arife, İbrahim, Muhammed Ali e Sevgi Yumuk, oltre a Elif e Aliseydi Dursun, era stato avviato un processo contro il direttore tecnico dell'edificio, Süleyman Dursun.
Nel processo, Dursun è stato condannato a 11 anni e 3 mesi di reclusione ed è stata disposta la prosecuzione della misura di controllo giudiziario.
Fonte della notizia : 12punto
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