Non cadete nella trappola del "niente resi e cambi": avvertenze importanti sui diritti dei consumatori
Le diciture "niente resi" e "niente cambi", che i consumatori incontrano spesso, non hanno alcuna validità legale. L'avvocato Özlem Şen, docente presso l'Università Aydın di Istanbul, ha fornito importanti chiarimenti sui diritti dei consumatori, spiegando le procedure da seguire quando si affrontano situazioni di questo tipo.
I consumatori subiscono disagi a causa delle diciture "Non si effettuano resi" e "Non si effettuano cambi" esposte da alcune attività commerciali.
Tuttavia, in base alle disposizioni della Legge sulla tutela dei consumatori e del Contratto di vendita a distanza, è obbligatorio garantire ai clienti il diritto di reso e di cambio, sia negli esercizi fisici che nei siti di e-commerce e nelle attività che vendono tramite i social media.
L'avvocato Özlem Şen, docente presso l'Università Aydın di Istanbul, ha rilasciato importanti dichiarazioni in merito ai diritti dei consumatori, sottolineando che tali diciture non hanno alcun fondamento giuridico.
L'avvocato Özlem Şen ha sottolineato che le aziende registrate nel Registro delle Imprese sono tenute a riconoscere il diritto di reso e sostituzione non solo per i prodotti, ma anche per i servizi.
Şen ha dichiarato: "Per i servizi acquistati online, come corsi o lezioni, il consumatore può esercitare il diritto di recesso entro 14 giorni dal momento della conclusione del contratto di servizio, senza dover fornire alcuna giustificazione".
Şen ha inoltre dichiarato: “Se non si tratta di un prodotto personalizzato o di un articolo le cui condizioni igieniche sono state compromesse, sono obbligati ad accettare il reso. Per i regali preparati su misura o per i prodotti igienici, il reso e il cambio potrebbero non essere possibili”.
Affrontando anche la questione di cosa debbano fare i consumatori quando la richiesta di reso non viene accettata, Şen ha dichiarato: “Nei casi in cui il venditore respinga la richiesta di reso, se l'importo dell'acquisto è inferiore a 104 mila lire, è necessario rivolgersi alla Commissione Arbitrale per i Consumatori. La domanda può essere presentata tramite e-Devlet, allegando documenti come la fattura del prodotto e i dati del venditore. Per gli acquisti superiori a 104 mila lire, è invece necessario rivolgersi al Tribunale dei Consumatori”.
Şen ha dichiarato che le domande presentate al Collegio Arbitrale dei Consumatori vengono solitamente risolte entro 6 mesi, ma che tale termine può essere prorogato di ulteriori 3 mesi.
L'avvocato Özlem Şen ha dichiarato che, in casi come la mancata restituzione del denaro entro 10 giorni nonostante la restituzione del prodotto al venditore, o l'invio di un articolo diverso da quello ordinato, il consumatore può sporgere denuncia contro il venditore.
“In particolare negli acquisti effettuati su piattaforme come Instagram e Facebook, nel caso in cui il prodotto inviato sia diverso da quello ordinato, si configura il reato di truffa aggravata. Ai sensi dell'articolo 158 del Codice penale turco, in questo caso è prevista una pena detentiva da 3 a 10 anni”
Özlem Şen ha sottolineato che i consumatori godono del diritto di recesso anche per quanto riguarda le vendite di beni usati effettuate online. Şen ha precisato che l'utilizzo di diciture come "Non si accettano resi" da parte di chi vende prodotti di seconda mano non ha alcun valore legale, aggiungendo che, in caso di ritardo nel processo di rimborso, il consumatore può richiedere l'applicazione degli interessi sulla somma dovuta.
Fonte della notizia : 12punto
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