I responsabili non furono puniti: emergono le foto del massacro di Haditha
Sono state rese pubbliche le foto, finora tenute nascoste dall'esercito statunitense, relative al massacro del 2005 nella città irachena di Haditha, dove i soldati americani uccisero 24 civili, tra cui donne e bambini.
A seguito di una causa intentata dalla rivista americana New Yorker contro l'esercito statunitense riguardante le fotografie, queste ultime sono state rese accessibili al pubblico dalla rivista per la prima volta.
Nel servizio della rivista vengono riportati i dettagli del giorno in cui, il 19 novembre 2005, dopo che un veicolo che trasportava soldati americani era stato attaccato nella città di Haditha, i soldati statunitensi fecero irruzione nelle case della zona massacrando 24 civili.
Secondo quanto emerso, i soldati statunitensi hanno ucciso in pochi minuti un totale di 24 civili nel massacro, tra cui una bambina di soli 3 anni e un uomo di 76 anni, numerando i corpi e scattando successivamente delle fotografie alle vittime.
La rivista New Yorker, nell'ambito della causa intentata contro l'esercito statunitense insieme alle famiglie delle persone uccise nel massacro, ha richiesto che le fotografie, tenute nascoste al pubblico per anni, venissero rese note; dopo un processo durato circa 4 anni, l'esercito è stato costretto a consegnare tali immagini alla rivista.
In una delle fotografie pubblicate dalla rivista, una bambina di 5 anni di nome Zeynep Yunus Salim appare colpita alla testa, con la scritta "11" tracciata sulla schiena dai soldati statunitensi.
In un'altra immagine, una donna identificata come Ayda Yasin Ahmed giace insanguinata nello stesso letto insieme ai corpi dei suoi figli. È stato riferito che i nomi delle vittime presenti nella foto sono Saba (10), Ayşe (3), Zeynep (5), Muhammed (8) e Ayda.
In un'altra immagine si vede sulla guancia della vittima più piccola, Ayşe Yunus Salim di 3 anni, il numero "12" scritto dai soldati americani dopo che le avevano sparato.
In una delle foto, una madre identificata come Esma Selman Rasif viene trovata uccisa accanto al figlio di 4 anni, Abdullah. Nella nota relativa a questo scatto si afferma che la mano sinistra della madre era posata sul figlio, che il bambino è stato colpito alla testa e che, secondo le indagini, il soldato statunitense che ha fatto fuoco ha premuto il grilletto da una distanza inferiore ai 2 metri.
In un'altra immagine presente alla fine dell'articolo, si vedono i corpi di 5 civili uccisi dopo essere stati fermati per strada dai soldati statunitensi mentre si recavano all'università.
Nell'articolo della rivista viene specificato che l'unica persona sopravvissuta è un bambino di 11 anni di nome Safa, che durante il massacro si era nascosto in un angolo accanto al letto.
Secondo quanto riportato, dai verbali dell'inchiesta sul massacro emerge che uno degli autori, il caporale Stephen Tatum, ha riferito agli investigatori di essersi reso conto, prima di iniziare a sparare, che le persone nella stanza erano donne e bambini, ammettendo di "aver continuato a sparare contro di loro pur sapendo che si trattava di bambini".
Nel 2005, i soldati del Corpo dei Marines degli Stati Uniti massacrarono 24 civili nella città irachena di Haditha; le accuse contro i 4 soldati processati furono successivamente ritirate.
Nessuno dei soldati coinvolti nel massacro è stato condannato. James Mattis, uno dei comandanti dell'epoca, che in seguito divenne Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, scrisse una lettera piena di elogi a uno degli autori del massacro, sostenendo che i soldati coinvolti nell'incidente fossero "innocenti".
Fonte della notizia : 12punto
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