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Venerdì nero per le borse USA! Miliardi di dollari in fumo

Mentre crescono le aspettative di un rialzo dei tassi a seguito dei solidi dati sull'occupazione negli Stati Uniti, le pesanti vendite, in particolare nel settore tecnologico e dei chip, hanno causato gravi perdite sui mercati di New York. L'indice Nasdaq ha registrato il calo maggiore dell'ultimo anno.

Venerdì nero per le borse USA! Miliardi di dollari in fumo

L'ultima giornata di scambi della settimana sui mercati statunitensi si è conclusa con notizie che hanno allarmato gli investitori nel mondo finanziario. I dati sull'occupazione di maggio, resi noti dal Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti, hanno superato le aspettative, creando la percezione che la Fed possa adottare un atteggiamento più aggressivo nella sua politica sui tassi di interesse. Questa situazione ha innescato pesanti vendite di azioni.

L'indice Dow Jones, seguito da vicino in tutto il mondo, ha chiuso la giornata in calo dell'1,35% a 50.866,78 punti. L'indice S&P 500 ha perso il 2,64% scendendo a 7.383,74 punti, mentre l'indice Nasdaq, a forte componente tecnologica, è crollato del 4,18% a 25.709,43 punti. Si tratta del calo giornaliero più marcato per il Nasdaq dall'aprile 2025.

Hanno destato attenzione anche le intense vendite di azioni dei produttori di chip. Le azioni Broadcom, dopo aver perso oltre il 12% il giorno precedente, sono scese di un ulteriore 7,9%. Marvell Technology ha registrato un calo del 16,7% e Micron Technology del 13,3%. Le azioni di Nvidia, leader del settore, sono diminuite del 6,2%, mentre Advanced Micro Devices (AMD) ha perso il 10,9% e Intel l'11,3%.

AUMENTO DELLA FORZA LAVORO USA OLTRE LE ASPETTATIVE

Secondo i dati economici, l'occupazione non agricola negli Stati Uniti è aumentata di 172 mila unità il mese scorso, superando le previsioni di mercato. Il tasso di disoccupazione è rimasto sostanzialmente invariato al 4,3%. Inoltre, i dati sulla crescita dell'occupazione dei mesi precedenti sono stati rivisti al rialzo: marzo è passato da 185 mila a 214 mila, mentre aprile è salito da 115 mila a 179 mila.

Gli analisti sottolineano che, sebbene il mercato del lavoro statunitense stia perdendo slancio in alcuni settori, mantiene una resilienza complessiva. Il fatto che il tasso di inflazione annuale negli Stati Uniti rimanga al di sopra dei livelli desiderati ha rafforzato la possibilità di un rialzo dei tassi da parte della banca centrale prima della fine dell'anno.

Anche il mercato obbligazionario ha mostrato volatilità. In seguito ai solidi dati sull'occupazione, il rendimento del titolo di Stato decennale USA ha superato il 4,5%, mentre il rendimento del titolo trentennale ha oltrepassato la soglia del 5%.

I segnali provenienti dai funzionari della Fed sono seguiti con attenzione. La presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha affermato che i dati sull'occupazione mostrano un andamento sostanzialmente stabile del mercato del lavoro, aggiungendo: "Considerate le incertezze sulle prospettive economiche odierne, mantenere i tassi di interesse invariati è ragionevole. Tuttavia, se le tendenze recenti dovessero continuare, potrebbe essere opportuno agire presto".

RISCHI GLOBALI E SVILUPPI GEOPOLITICI

D'altro canto, il perdurare della tensione in Medio Oriente e l'assenza di progressi concreti nel dialogo per la pace nella regione sono emersi come un altro fattore che ha ridotto l'appetito al rischio degli investitori. Gli analisti indicano che gli sviluppi geopolitici e gli indicatori economici negli Stati Uniti stanno influenzando negativamente il clima di investimento.

Resta da vedere se questa forte volatilità sulle borse statunitensi continuerà a influenzare i mercati anche la prossima settimana.


Fonte della notizia: 12punto