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Qual è il prezzo al barile del petrolio Brent? (18 gennaio 2024)

Il barile di petrolio Brent viene scambiato sui mercati internazionali a 78,18 dollari.

Qual è il prezzo al barile del petrolio Brent? (18 gennaio 2024)

Il prezzo al barile del petrolio Brent è arrivato a 78,18 dollari.

Dopo aver raggiunto ieri i 78,19 dollari, il prezzo al barile del Brent ha chiuso la giornata a 77,88 dollari. Oggi, alle ore 09:05, il prezzo al barile del Brent è salito dello 0,39% rispetto alla chiusura, attestandosi a 78,18 dollari. Nello stesso momento, il barile di greggio West Texas Intermediate (WTI) veniva scambiato a 72,96 dollari.

I prezzi del petrolio hanno iniziato a salire a causa delle aspettative di un aumento della domanda globale per quest'anno e il prossimo, del calo della produzione negli Stati Uniti dovuto al clima rigido e dell'intensificarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Secondo il rapporto pubblicato ieri dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC), la domanda globale di petrolio aumenterà quest'anno di 2,2 milioni di barili rispetto all'anno scorso, raggiungendo i 104,4 milioni di barili. Si prevede che la crescita della domanda di petrolio sarà trainata principalmente dall'aumento della capacità e dai margini petrolchimici in Cina e nei paesi del Medio Oriente. Si prevede inoltre che l'aumento del trasporto aereo e stradale, insieme alle attività industriali, edili e agricole, contribuirà alla crescita della domanda.

Per il 2025, si prevede che la domanda crescerà di 1,8 milioni di barili al giorno, raggiungendo i 106,2 milioni di barili giornalieri. La previsione di un aumento della domanda mondiale di petrolio sostiene i prezzi verso l'alto.

Negli Stati Uniti, il paese che consuma più petrolio al mondo, persiste la preoccupazione che la produzione di petrolio possa essere limitata a causa del freddo intenso e che le operazioni delle grandi raffinerie del paese possano subire ripercussioni negative. Nel North Dakota, il principale stato produttore di petrolio degli Stati Uniti, il calo delle temperature sotto lo zero ha causato una diminuzione della produzione di petrolio di una media di 700 mila barili al giorno. In seguito a tale calo, la produzione nella regione è scesa a meno della metà rispetto ai livelli normali.

La crescente tensione in Medio Oriente, regione ricca di risorse petrolifere, continua a influenzare i prezzi del petrolio. Gli Stati Uniti hanno annunciato ieri di aver condotto nuovi attacchi contro rampe di lancio di missili che sarebbero state utilizzate dagli Houthi filo-iraniani nello Yemen. Commentando la questione, il comandante del CENTCOM, il generale Michael Erik Kurilla, ha dichiarato: "Le azioni dei terroristi Houthi sostenuti dall'Iran continuano a mettere in pericolo i marittimi internazionali e a interrompere le rotte commerciali nel sud del Mar Rosso e nei corsi d'acqua adiacenti".

Il deprezzamento del dollaro statunitense rispetto ad altre valute ha contribuito all'aumento dei prezzi del petrolio. L'indice del dollaro USA, che misura il valore del dollaro rispetto ad altre valute, è sceso dello 0,19% a 103,014. Si prevede che un dollaro debole aumenterà la domanda rendendo il petrolio più economico per chi utilizza altre valute.

D'altra parte, gli esperti attendono i dati ufficiali sulle scorte di greggio che saranno rilasciati oggi dalla U.S. Energy Information Administration (EIA). Ieri, l'American Petroleum Institute ha annunciato che le scorte di greggio sono aumentate di 483 mila barili. L'aumento delle scorte indica un calo della domanda di petrolio nel paese, limitando il movimento al rialzo dei prezzi.

Tecnicamente, per il petrolio Brent, l'intervallo tra 79,21 e 80,23 dollari può essere monitorato come zona di resistenza, mentre l'intervallo tra 76,85 e 75,16 dollari come zona di supporto.


Fonte della notizia: AA

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