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Pioggia di multe per le aziende che fanno pubblicità ingannevole

Il Consiglio per la Pubblicità ha deciso di infliggere sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 107 milioni 883 mila 569 lire turche alle aziende responsabili di pubblicità ingannevole o pratiche commerciali sleali nei primi 5 mesi dell'anno.

Pioggia di multe per le aziende che fanno pubblicità ingannevole

Secondo quanto dichiarato dal Ministero del Commercio, il Consiglio per la Pubblicità ha esaminato le pubblicità e le promozioni in molti settori, dalle campagne degli influencer sui media tradizionali e digitali fino agli integratori alimentari e alle vendite promozionali.

Nella riunione di maggio, il Consiglio ha riscontrato irregolarità in 110 dei 119 fascicoli esaminati. Per queste pubblicità ingannevoli e pratiche commerciali sleali, è stata disposta la sospensione delle campagne e l'applicazione di sanzioni amministrative per un totale di 13 milioni 744 mila 459 lire turche.

Durante i controlli sulle vendite promozionali, è emerso che un'azienda aveva fissato un periodo di saldi di 6 mesi negli annunci pubblicitari diffusi attraverso vari canali.

Dall'indagine è emerso che la campagna veniva condotta sotto il titolo di "saldi stagionali", includendo prodotti in costante rotazione che coprivano tre stagioni: inverno, primavera ed estate.

Il Consiglio ha deciso di bloccare tali promozioni, motivando che la campagna creava incertezza tra i consumatori e generava la percezione di sconti e promozioni permanenti.

L'ESPRESSIONE "RICETTA DELLA MAMMA" PORTA ALLA SOSPENSIONE

Il Consiglio ha inoltre valutato come contrarie alla normativa le espressioni utilizzate nella promozione di prodotti di largo consumo che "sottolineano l'equivalenza con prodotti preparati dalle mamme".

Il Consiglio ha rilevato che, in particolare nel settore alimentare, le promozioni rivolte ai bambini, che rientrano nel gruppo dei consumatori sensibili, enfatizzavano che prodotti sottoposti a processi industriali di fabbricazione, lavorazione e confezionamento fossero equivalenti a quelli preparati dalle madri. In questo contesto, è stato stabilito che l'uso di espressioni come "ricetta della mamma", "formula della mamma", "tocco della mamma" creava l'impressione che si trattasse di un prodotto alimentare preparato in casa senza alcun metodo di lavorazione industriale e, pertanto, facilmente somministrabile ai bambini.

Il Consiglio ha deciso di imporre la sospensione di tali promozioni, ritenendole ingannevoli per i consumatori e contrarie alla normativa vigente.

Complessivamente, nei primi 5 mesi dell'anno, il Consiglio ha esaminato 756 fascicoli. In 664 casi, in cui è stata accertata la presenza di pubblicità ingannevole o pratiche commerciali sleali, oltre alla sospensione, sono state applicate sanzioni amministrative per un totale di 107 milioni 883 mila 569 lire turche.


Fonte della notizia: AA

pubblicità ingannevole Multa Consiglio per la Pubblicità Ministero del Commercio