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La sorprendente valutazione dell'economista Pissarides sull'intelligenza artificiale: non aspettatevi una produttività elevata e duratura

L'economista premio Nobel Christopher Pissarides ha espresso scetticismo riguardo alle aspettative di alta produttività attribuite all'intelligenza artificiale, affermando che la nuova tecnologia potrebbe non imprimere una grande spinta alla crescita delle economie occidentali.

La sorprendente valutazione dell'economista Pissarides sull'intelligenza artificiale: non aspettatevi una produttività elevata e duratura

Christopher Pissarides, professore alla London School of Economics e vincitore del Premio Nobel per l'Economia nel 2010, ha dichiarato che è improbabile che l'intelligenza artificiale possa far ripartire periodi di rapido aumento della produttività, come quelli che non si vedono da tempo nelle economie occidentali. Secondo Pissarides, circa il 40% dei posti di lavoro nel Regno Unito e negli Stati Uniti — in particolare in settori come l'assistenza infermieristica e l'ospitalità — non sarà influenzato in modo significativo dall'intelligenza artificiale.

Le aziende tecnologiche e vari governi hanno riposto grandi speranze nell'intelligenza artificiale negli ultimi anni, con l'obiettivo di contrastare il rallentamento della crescita economica e infondere un nuovo dinamismo. In particolare, gli indicatori economici stagnanti in Europa e le continue tensioni politiche hanno ulteriormente aumentato l'interesse per queste tecnologie. Tuttavia, Pissarides ha sottolineato che, finora, l'intelligenza artificiale non ha generato un'accelerazione della produttività visibile.

A differenza del CEO di Nvidia, Jensen Huang, e dei funzionari di OpenAI, Pissarides ha osservato che, alla luce degli sviluppi attuali, non si sono ancora ricevuti segnali di una crescita rapida. Il professore sottolinea che nel Regno Unito molti settori lavorativi non sono quasi per nulla influenzati dall'intelligenza artificiale, pertanto non è realistico aspettarsi un boom di produttività a livello sociale.

Nel suo intervento alla conferenza della Royal Economic Society tenutasi recentemente a Newcastle, Pissarides ha affermato: “Parlare di un elevato aumento della produttività non è affatto realistico. Penso che dobbiamo accettare il fatto che, qualunque cosa facciamo, il periodo di rapido aumento della produttività sia ormai alle spalle”.

Il professore ha inoltre espresso che, anche nei settori più colpiti dall'intelligenza artificiale come quello finanziario, non si sono verificati i balzi di produttività previsti. Pissarides ha dichiarato: “Considerando ciò che sappiamo e ciò a cui assistiamo attualmente, non credo che l'aumento della produttività possa raggiungere i livelli degli anni '80 e '90”.

DIVERSE INTERPRETAZIONI SUGLI EFFETTI ECONOMICI DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Nel mondo dell'economia emergono anche approcci differenti riguardo all'impatto dell'intelligenza artificiale. Il governatore della Banca d'Inghilterra, Andrew Bailey, ritiene che l'intelligenza artificiale possa essere un elemento di svolta in grado di influenzare la crescita economica a lungo termine.

Bailey, pur ammettendo che ci vorrà tempo affinché i tassi di crescita aumentino, ha condiviso l'opinione che l'intelligenza artificiale possa assumere un ruolo di salvataggio dal punto di vista economico. Tuttavia, ha anche sottolineato che è necessaria un po' più di pazienza per vedere questo effetto nel breve termine.

L'integrazione dell'intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e il modo in cui plasmerà la produttività continueranno a essere temi seguiti da vicino dagli ambienti economici nei prossimi anni.


Fonte della notizia: 12punto