L'impatto della tensione Iran-Israele sui prezzi del petrolio: si osservano forti oscillazioni
Si prevede che i prezzi del petrolio, che hanno raggiunto i livelli più alti dell'anno a causa dei timori sull'offerta provocati dalla tensione tra Iran e Israele, potrebbero dover affrontare "forti oscillazioni" nel breve termine, man mano che le tensioni geopolitiche aumentano il loro impatto sul mercato. Jorge Leon, vicepresidente senior della società di ricerca indipendente norvegese Rystad Energy, ha affermato che l'attuale tensione geopolitica continua a rappresentare un importante fattore di rischio.
L'attacco di Israele al consolato di Damasco il 1° aprile e la risposta dell'Iran il 13 aprile, avvenuta per la prima volta senza ricorrere ai suoi delegati regionali ma con centinaia di droni kamikaze, missili balistici e da crociera, hanno aumentato la tensione in Medio Oriente, regione che ospita la maggior parte delle risorse petrolifere.
La possibilità di un'ulteriore escalation della tensione nella regione ha portato con sé il timore che l'offerta globale di petrolio possa subire interruzioni, facendo lievitare i prezzi del greggio.
Il prezzo al barile del petrolio Brent ha superato i 92 dollari il 12 aprile, in attesa dell'attacco di ritorsione dell'Iran contro Israele, registrando il livello più alto dall'ottobre 2023. Lo stesso giorno, il barile di greggio West Texas Intermediate (WTI) ha toccato gli 87,67 dollari.
La dichiarazione dell'Iran del 14 aprile, dopo l'attacco, secondo cui l'operazione militare si era conclusa con successo e non erano previsti ulteriori sviluppi, ha permesso di placare, seppur limitatamente, la percezione del rischio. Questa situazione ha leggermente allentato la pressione al rialzo sui prezzi del petrolio nel primo giorno di negoziazione successivo.
Mentre continuano senza sosta le discussioni su come e quando Tel Aviv risponderà al suddetto attacco di ritorsione di Teheran, i prezzi del petrolio hanno seguito un andamento volatile.
Il prezzo al barile del Brent, salito fino a 91,05 dollari nel primo giorno di negoziazione della settimana, è sceso a 86,09 dollari giovedì. Il barile di greggio WTI ha oscillato tra 81,56 e 86,28 dollari per tutta la settimana.
I prezzi del petrolio, che hanno registrato un rapido movimento al rialzo ieri mattina con la notizia di un attacco di Israele contro il territorio iraniano, hanno restituito gran parte di questo guadagno nel corso della giornata.
FATTORE DI RISCHIO: TENSIONE GEOPOLITICA
Jorge Leon, vicepresidente senior della società di ricerca indipendente norvegese Rystad Energy, ha affermato che l'attuale tensione geopolitica continua a rappresentare un importante fattore di rischio.
Leon ha dichiarato che gli occhi dei mercati sono puntati sul Medio Oriente per capire se l'attacco di Israele contro l'Iran sia stato un evento isolato o una scintilla che ha innescato un conflitto più ampio tra le due potenze regionali.
Sottolineando che i prezzi del petrolio hanno reagito rapidamente alla notizia dell'attacco di Israele contro il territorio iraniano, ma che sono poi scesi di nuovo, Leon ha affermato: "Sebbene sia difficile valutare se si tratti di una pausa temporanea o dell'inizio di una nuova escalation nel conflitto tra Iran e Israele, la reazione iniziale del mercato suggerisce che la prima ipotesi sia più probabile".
Leon ha affermato di ritenere che lo scenario più probabile sia quello in cui la tensione non si intensifichi, ma ha precisato che ciò non significa che le ostilità e gli attacchi armati tra le parti cesseranno, aggiungendo che, come nell'attacco odierno di Israele, in questo scenario si verificheranno attacchi di ritorsione ben calibrati tra le parti.
Sottolineando che il vero rischio è la possibilità che una mossa sbagliata da parte di una delle due parti possa innescare rapidamente una nuova tensione in una regione già instabile, Leon ha dichiarato:
"Se c'è una cosa certa, è che la geopolitica giocherà un ruolo ancora più importante nel mercato petrolifero nei prossimi giorni e settimane. Per questo motivo, nel breve termine, potrebbero verificarsi forti oscillazioni dei prezzi"
Leon, osservando che l'attacco di ieri è un buon esempio di queste oscillazioni, ha aggiunto: "Come Rystad Energy, calcoliamo che il 'valore equo' del petrolio Brent per aprile, basato interamente sui fondamentali di domanda e offerta, sia poco meno di 83 dollari al barile. Ciò significa che l'attuale premio di rischio geopolitico è di circa 5-6 dollari al barile".
Affermando che, a meno di un'importante escalation nei conflitti in Medio Oriente, il premio di rischio geopolitico si stabilizzerà e diminuirà gradualmente, Leon ha concluso: "Abbiamo due ragioni per questa tesi. La prima è che il gruppo OPEC+ dispone di una capacità di riserva senza precedenti, vicina ai 7 milioni di barili al giorno. La seconda è che, tra qualche settimana, in assenza di reali interruzioni dell'offerta, inizierà a farsi sentire la stanchezza geopolitica".
Fonte della notizia: 12punto
I piu letti
Emergono i messaggi tra Haluk Levent e la sua assistente Yeliz Kaya
La professoressa Emel diventerà una volontaria TEMA non appena uscirà!...
Dal Corano sulle lance al versetto sullo striscione: Sii retto come ti è stato ordinato
L'intervento di Kemal Okuyan su Haluk Levent fa discutere
'Vi sono piaciuti gli omaggi, vero?'
Gazzetta Ufficiale / 6 - 12 luglio 2026
Svelato il piano di fuga all'estero di Haluk Levent
Accuse di 'danno erariale e negligenza amministrativa' nell'istruzione
Özgür Özel riunirà il MYK al Parlamento
Decisione interlocutoria nel processo per l'omicidio di Kubilay Kaan Kundakçı