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I prezzi del petrolio salgono: il barile di Brent a 80,38 dollari

Il prezzo del barile di Brent, che ieri era salito fino a 80,73 dollari, ha chiuso la giornata a 80,04 dollari. Alle 09:02 di oggi, il prezzo del barile di Brent è aumentato dello 0,42% rispetto alla chiusura, attestandosi a 80,38 dollari. Nello stesso momento, il barile di greggio West Texas Intermediate (WTI) veniva scambiato a 75,47 dollari.

I prezzi del petrolio salgono: il barile di Brent a 80,38 dollari

Sui mercati internazionali, il barile di Brent viene attualmente scambiato a 80,38 dollari.

Ieri, il barile di Brent era salito fino a 80,73 dollari, per poi chiudere la giornata a 80,04 dollari. Alle 09:02 di oggi, il prezzo del barile di Brent ha registrato un aumento dello 0,42% rispetto alla chiusura, raggiungendo gli 80,38 dollari. Nello stesso momento, il barile di greggio West Texas Intermediate (WTI) veniva scambiato a 75,47 dollari.

I prezzi del petrolio sono in rialzo a causa dei dati che indicano un aumento della domanda di petrolio negli Stati Uniti e dei segnali di ripresa economica in Cina.

Secondo i dati ufficiali sulle scorte pubblicati ieri dalla U.S. Energy Information Administration (EIA), le scorte commerciali di greggio nel Paese sono diminuite di circa 9 milioni e 200 mila barili la scorsa settimana.

Le previsioni indicavano una riduzione delle scorte pari a 3 milioni di barili. Il calo delle scorte, superiore alle attese, ha sostenuto i prezzi del petrolio, indicando una domanda elevata negli Stati Uniti.

La Banca Centrale cinese ha ridotto ieri di 50 punti base il coefficiente di riserva obbligatoria per le banche e gli istituti di credito. Il governatore della Banca Centrale, Pan Gongsheng, ha dichiarato che questa decisione entrerà in vigore dal 5 febbraio e mira a garantire una liquidità sufficiente sul mercato. Gli analisti prevedono che questa misura possa ridurre la pressione deflazionistica nel Paese e aumentare la propensione al rischio.

Le continue tensioni in Medio Oriente, regione ricca di petrolio, alimentano i timori di un impatto sull'offerta globale di greggio. Ieri, l'annuncio da parte degli Houthi, sostenuti dall'Iran nello Yemen, di aver colpito una nave da guerra statunitense nel Golfo di Aden e nello Stretto di Bab el-Mandeb, costringendo due navi commerciali a fare dietrofront, ha innalzato la tensione nella regione. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato in un comunicato che continueranno con i loro attacchi.


Fonte della notizia: AA

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