I mercati globali mantengono un andamento positivo dopo le decisioni delle banche centrali
I mercati globali hanno registrato un andamento positivo nell'ultimo giorno di una settimana caratterizzata dagli annunci di politica monetaria delle principali banche centrali e da un fitto calendario di dati economici; l'attenzione degli investitori è ora rivolta ai dati preliminari sugli indici dei responsabili degli acquisti (PMI) che saranno pubblicati oggi in tutto il mondo.
Nel corso della settimana, mentre le banche centrali annunciavano le ultime decisioni di politica monetaria dell'anno, i segnali inviati riguardo al futuro hanno alimentato le aspettative di un possibile avvio dei tagli ai tassi di interesse nel prossimo anno.
Mercoledì, dopo che la Federal Reserve (Fed) statunitense ha mantenuto invariati i tassi di riferimento, ieri anche la Banca Centrale Europea (BCE) e la Banca d'Inghilterra (BoE) hanno deciso di non apportare modifiche ai tassi di interesse.
L'appetito per il rischio sui mercati azionari globali è aumentato dopo che la Fed ha segnalato la possibilità di iniziare a tagliare i tassi il prossimo anno e dopo che i dati pubblicati hanno sostenuto le speranze di un "atterraggio morbido" dell'economia.
Gli analisti hanno osservato che i mercati stanno prezzando un avvio dei tagli ai tassi da parte della Fed più precoce e rapido per il prossimo anno, sottolineando che le previsioni della banca indicano la possibilità di tre tagli nel corso del 2024.
D'altro canto, negli Stati Uniti, il Financial Stability Oversight Council ha identificato per la prima volta quest'anno l'uso dell'intelligenza artificiale nei servizi finanziari come una vulnerabilità emergente per il sistema finanziario.
Secondo le quotazioni sui mercati monetari, la probabilità che la Fed inizi a tagliare i tassi a marzo è del 70%, mentre quella di un avvio a maggio è del 95%.
Ieri, il rendimento dei titoli di Stato decennali statunitensi, sceso al 3,88% (il livello più basso dal 27 luglio), ha chiuso la giornata al 3,92% con un calo di 10 punti base. Attualmente si attesta intorno al 3,95%.
L'indice del dollaro, che oggi ha esteso la sua tendenza al ribasso per il quarto giorno consecutivo, ha testato ieri quota 101,8, toccando il livello più basso degli ultimi 4 mesi circa. Al momento si trova a 101,9.
Il prezzo dell'oro, che ieri ha chiuso a 2.036 dollari con un aumento dello 0,6%, oggi viene scambiato appena al di sotto della chiusura precedente.
Il prezzo al barile del petrolio Brent, estendendo la sua tendenza al rialzo per il terzo giorno consecutivo, registra un aumento dello 0,3% a 77,1 dollari.
Alla luce di questi sviluppi, ieri alla borsa di New York l'indice Nasdaq è salito dello 0,19%, l'indice S&P 500 dello 0,26% (raggiungendo i massimi dell'ultimo anno), mentre l'indice Dow Jones ha chiuso ai massimi storici con un guadagno dello 0,43%. I contratti futures sugli indici statunitensi hanno iniziato la nuova giornata con un andamento positivo.
In Europa, ieri è prevalso un andamento positivo ad eccezione della Germania, mentre oggi gli occhi sono puntati sui dati PMI preliminari che saranno annunciati in tutta la regione.
Dopo la Fed, anche BCE e BoE hanno mantenuto i tassi invariati nell'ultima riunione dell'anno; la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha dichiarato che per i tagli ai tassi non si baseranno sul tempo, ma sui dati.
Dopo che la BoE ha mantenuto il tasso di riferimento al 5,25%, il livello più alto degli ultimi 15 anni, in linea con le aspettative, la banca ha comunicato che le sue previsioni indicano che il tasso rimarrà al 5,25% fino al terzo trimestre del 2024 per poi scendere gradualmente al 4,25% entro la fine del 2026.
Gli analisti hanno riferito che, con i messaggi di ieri, la BoE ha mantenuto un atteggiamento "falco", posticipando le aspettative su un possibile taglio dei tassi.
Inoltre, il cambio euro/dollaro, che ha esteso la sua tendenza al rialzo per il quinto giorno consecutivo, si attesta attualmente a 1,1000, appena sopra la chiusura precedente.
D'altra parte, i leader dei paesi membri dell'Unione Europea (UE) hanno raggiunto un accordo sul 12° pacchetto di sanzioni contro la Russia, che includerà anche il divieto di commercio di diamanti.
Ieri, mentre l'indice DAX 40 in Germania ha perso lo 0,08%, l'indice MIB 30 in Italia ha guadagnato lo 0,21%, il CAC 40 in Francia lo 0,59% e il FTSE 100 nel Regno Unito l'1,33%. I contratti futures sugli indici europei hanno iniziato la nuova giornata con un andamento positivo.
Nei mercati asiatici ha prevalso un andamento positivo, ad eccezione della Cina.
Mentre il crescente appetito per il rischio sui mercati azionari globali si è esteso anche all'Asia, la Banca Centrale Cinese (PBoC) ha mantenuto invariati i tassi di interesse di riferimento, fornendo maggiore liquidità per far fronte alla crescente domanda di contante sul mercato.
Secondo i dati pubblicati oggi, in Cina la produzione industriale a novembre è cresciuta del 6,6% su base annua, superando le aspettative, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate del 10,1% su base annua, rimanendo al di sotto delle stime.
In Giappone, l'indice PMI manifatturiero preliminare è rimasto al di sotto delle previsioni a 47,7, mentre il PMI del settore dei servizi si è attestato a 52.
D'altro canto, mentre le decisioni di politica monetaria che la Banca del Giappone (BoJ) prenderà la prossima settimana sono al centro dell'attenzione degli investitori, gli analisti hanno riferito che le aspettative secondo cui la banca potrebbe dare i primi segnali di passi verso la normalizzazione continuano a rafforzarsi.
In chiusura, l'indice Nikkei 225 in Giappone ha registrato un aumento dello 0,8%, l'indice Kospi in Corea del Sud dello 0,6%, l'indice Shanghai Composite in Cina dello 0,3% e l'indice Hang Seng a Hong Kong del 3%.
A livello nazionale, alla Borsa di Istanbul, dove ieri è prevalso un andamento orientato agli acquisti, l'indice BIST 100 ha chiuso la giornata con un guadagno del 3,77% a 7.813,40 punti, mentre l'attenzione degli investitori si è concentrata sul rapporto di valutazione della Turchia che l'agenzia di rating internazionale Moody's dovrebbe annunciare questa sera.
Il cambio dollaro/lira turca, dopo aver chiuso ieri in modo piatto appena sopra la chiusura precedente a 28,9811, oggi viene scambiato a 29,0320 all'apertura del mercato interbancario.
Il premio per il rischio di credito (CDS) a 5 anni della Turchia, che segue una tendenza al ribasso dalla fine di maggio grazie ai passi compiuti dalla nuova gestione economica, è sceso ieri sotto i 300 punti base per la prima volta da marzo 2021, attestandosi a 290 punti base.
Partecipando alla riunione del Consiglio dei Settori dell'Assemblea degli Esportatori Turchi (TİM), il governatore della Banca Centrale della Repubblica di Turchia (TCMB), Dr. Hafize Gaye Erkan, ha dichiarato che è giunto il momento di passare alla lira turca, affermando: "Ne vediamo i riflessi più diretti negli sviluppi dei depositi".
D'altra parte, secondo i dati annunciati ieri dalla TCMB, la scorsa settimana i residenti all'estero hanno effettuato il più alto afflusso di capitali in azioni dal 13 novembre 2020 e in Titoli di Debito Interno (DİBS) dal 25 agosto 2017.
Le riserve totali della TCMB sono aumentate di 1 miliardo e 225 milioni di dollari nella settimana dell'8 dicembre rispetto alla settimana precedente, raggiungendo i 141 miliardi e 374 milioni di dollari, il livello più alto di sempre.
Gli analisti hanno indicato che oggi, a livello nazionale, saranno seguiti il sondaggio tra i partecipanti al mercato della TCMB, lo stock del debito a breve termine e il rapporto di valutazione della Turchia di Moody's atteso per questa sera dopo la chiusura dei mercati, mentre all'estero sarà monitorato un fitto calendario di dati, in particolare i PMI preliminari globali e la produzione industriale negli Stati Uniti.
Dal punto di vista tecnico, gli analisti hanno sottolineato che per l'indice BIST 100 le resistenze si attestano a 7.900 e 8.000 punti, mentre i livelli di 7.800 e 7.700 fungono da supporto.
Fonte della notizia: 12punto
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