Arrivano blocchi e tagli alle pensioni? La risposta alla domanda che tutti si pongono
L'ex ispettore capo della SGK, İsa Karakaş, ha fatto chiarezza sulle discussioni riguardanti i tagli e i blocchi delle pensioni. Affermando che "i diritti acquisiti non possono essere toccati, ma per gli assicurati dopo il 2008 si applicano regole diverse", Karakaş ha sottolineato che per consentire alle banche di bloccare le pensioni a causa di debiti creditizi è necessaria una normativa specifica.
L'ex capo ispettore dell'Istituto di Previdenza Sociale (SGK), İsa Karakaş, in una valutazione rilasciata a TGRT Haber, ha rilasciato dichiarazioni importanti in merito alle voci su tagli e blocchi alle pensioni. Rispondendo alle recenti indiscrezioni secondo cui "le pensioni di chi continua a lavorare dopo il pensionamento verranno tagliate", Karakaş ha affermato che i diritti acquisiti dei pensionati attuali sono tutelati dalla Costituzione e che tali affermazioni non riflettono la realtà.
Ricordando che le persone che continuano a lavorare dopo il pensionamento sono valutate nell'ambito del Premio di Sostegno alla Previdenza Sociale (SGDP), Karakaş ha sottolineato che, nel caso in cui i datori di lavoro non effettuino queste comunicazioni all'SGK in modo corretto e tempestivo, potrebbero verificarsi tagli temporanei alle pensioni.
Karakaş ha dichiarato: "Tali tagli derivano per lo più da errori contabili. Non sono permanenti e possono essere corretti nel giro di pochi giorni".
Karakaş ha sottolineato che esiste una normativa diversa per coloro che sono stati assicurati per la prima volta dopo l'ottobre 2008. Affermando che potrebbero esserci diverse differenze nei processi pensionistici per le persone entrate nel sistema dopo tale data, Karakaş ha aggiunto: "Per queste persone, in alcuni casi, potrebbe esserci la possibilità di tagli. Tuttavia, ciò non riguarda i pensionati attuali. I diritti di chi è già in pensione sono protetti e non possono essere effettuati tagli".
Affrontando anche le pratiche relative al blocco delle pensioni, Karakaş ha espresso che i tentativi delle banche di bloccare direttamente le pensioni a causa di debiti creditizi creano gravi disagi per i pensionati.
Karakaş ha affermato: "Dopo le decisioni pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, le banche possono bloccare le pensioni quando il credito non viene rimborsato. Si tratta di una zona grigia dal punto di vista legale. Questa pratica, giustificata dal consenso dei pensionati, crea disagi. Anche in presenza di consenso, le pensioni non dovrebbero essere sequestrate".
Karakaş ha sottolineato la necessità di una chiara normativa legale per impedire il blocco delle pensioni. "In Turchia ci sono più di 16 milioni di pensionati e la stragrande maggioranza sta già vivendo difficoltà economiche. Lo Stato deve intervenire su questo tema e garantire che il reddito dei pensionati non venga toccato", ha concluso.
Fonte della notizia : 12punto
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