Finisce l'era del "non farmi lo scontrino, fammi lo sconto"
Il Ministero del Tesoro mira a ridurre il commercio sommerso introducendo sanzioni severe sia per chi non emette documenti fiscali come scontrini e fatture, sia per chi non li richiede, nell'ambito delle misure per l'aumento delle entrate.
Il Ministero del Tesoro e delle Finanze, nell'ambito delle misure per l'aumento delle entrate, prevede di ridurre il commercio sommerso introducendo sanzioni severe per chi non emette documenti fiscali come scontrini e fatture e per chi non li richiede.
In questo contesto, tra le proposte preparate dall'Amministrazione delle Entrate (Gelir İdaresi Başkanlığı), spicca la regolamentazione dei documenti fiscali negli acquisti, che riguarda l'intera società.
Secondo quanto riportato da Hüseyin Gökçe di Ekonomim, attualmente a chi non emette documenti come fatture e scontrini viene applicata una sanzione per irregolarità specifica pari al 10% dell'importo, con un minimo di 3.400 lire. Nel caso in cui l'acquirente non sia un contribuente ma un consumatore, la sanzione viene applicata in misura ridotta di 1/5.
AUMENTO DELLE SANZIONI
L'Amministrazione delle Entrate prevede di aumentare le sanzioni sia per gli acquirenti che per i venditori nel nuovo periodo. In questo ambito, per quanto riguarda i venditori, in caso di mancato rispetto dell'obbligo di emissione dei documenti, si propone di innalzare la sanzione per la prima rilevazione da 3.400 lire a un minimo di 30.000 lire. Se il prezzo di vendita è elevato, verrà applicata una sanzione per irregolarità specifica pari al 30% dell'importo non documentato.
Tuttavia, gli acquirenti saranno esentati dalla sanzione se segnaleranno all'Amministrazione delle Entrate entro 5 giorni la mancata emissione del documento.
SANZIONI SEVERE PER CHI PRESTA IL PROPRIO CONTO
Sono previste sanzioni severe anche per le aziende che incassano i pagamenti delle vendite tramite bonifici su conti IBAN di familiari o terzi anziché sul conto aziendale, e per coloro che mettono a disposizione i propri conti per tali scopi.
A entrambe le parti verrà inflitta una sanzione per irregolarità specifica pari al 10% dell'importo oggetto dell'operazione, con un minimo di 30.000 lire e un massimo di 20 milioni di lire.
SANZIONI PER IRREGOLARITÀ SPECIFICA
D'altra parte, sono previste sanzioni severe anche per chi utilizza dispositivi POS appartenenti ad altri e per chi consente ad altri di utilizzare il proprio dispositivo POS, una pratica recentemente molto discussa.
In questo contesto, si prevede di applicare a entrambe le parti una sanzione per irregolarità specifica, variabile a seconda del tipo di contribuente, che partirà da 22.000 lire fino a un massimo di 90.000 lire.
Fonte della notizia: 12punto
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