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Esperto dell'SGK avverte i datori di lavoro che pagano gli stipendi in contanti

I datori di lavoro che pagano gli stipendi in contanti corrono seri rischi. Con la nuova normativa sono state introdotte importanti novità riguardanti le modalità di pagamento. Le aziende che effettuano pagamenti in contanti possono andare incontro a sanzioni sia legali che finanziarie.

Esperto dell'SGK avverte i datori di lavoro che pagano gli stipendi in contanti

Il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ha aggiornato il regolamento che rende obbligatorio effettuare tutti i pagamenti ai lavoratori, come stipendi, premi e bonus, tramite banca. La modifica in questione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 giugno 2025 ed è entrata ufficialmente in vigore.

LIMITE DI TRE PERSONE

Nella pratica precedente, le aziende con cinque o meno dipendenti avevano il diritto di pagare gli stipendi in contanti. Tuttavia, con la nuova normativa, questo numero è stato ridotto. A partire dal 1° luglio 2025, solo le imprese che impiegano tre o meno lavoratori potranno effettuare pagamenti in contanti.

IMPORTANTE AVVERTIMENTO DALL'ESPERTO

L'esperto di previdenza sociale Özgür Erdursun, in una dichiarazione sulla nuova normativa, ha sottolineato che i datori di lavoro devono prestare attenzione. Erdursun ha lanciato un importante avvertimento alle aziende che effettuano pagamenti in contanti, affermando: “Vengono applicate sanzioni molto severe”.

COSA ATTENDE IL DATORE DI LAVORO CHE PAGA IN CONTANTI?

Secondo le nuove regole, il datore di lavoro sarà punito con una sanzione amministrativa pari a due volte il salario minimo per ogni lavoratore a cui ha pagato lo stipendio in contanti per ogni mese.

Se a seguito di un controllo dovesse emergere che è stato effettuato un pagamento in contanti, i cedolini paga e il libro giornale dell'azienda saranno considerati non validi e per ogni registrazione non valida verrà applicata una sanzione amministrativa pari a mezzo salario minimo (fino a un massimo complessivo di 12 salari minimi).

Inoltre, il 'Sostegno al Salario Minimo' fornito al datore di lavoro nei periodi in cui è stato rilevato il pagamento in contanti verrà revocato e l'importo relativo dovrà essere restituito all'SGK con i relativi interessi legali.

I contributi assicurativi e le tasse dichiarati in modo incompleto dal datore di lavoro dovranno essere versati agli enti competenti insieme agli interessi di mora.

In aggiunta, se il lavoratore dovesse sostenere che lo stipendio non è stato pagato, il datore di lavoro potrebbe trovarsi nella condizione di dover pagare lo stesso stipendio una seconda volta.

LE SANZIONI NON SI LIMITANO SOLO AL DENARO

Il nuovo sistema non riguarda solo le sanzioni finanziarie. I datori di lavoro che effettuano pagamenti in contanti non possono beneficiare degli incentivi forniti dallo Stato. Inoltre, nel caso in cui i pagamenti degli stipendi non vengano effettuati tramite banca, le scritture contabili dell'azienda vengono considerate non valide, il che può causare al datore di lavoro la perdita di molti diritti legali e finanziari.


Fonte della notizia: 12punto

Özgür Erdursun