Decisione di sanzioni per un totale di 32,5 milioni di TL per pubblicità ingannevoli
Il Ministero del Commercio ha annunciato che il Consiglio per la Pubblicità ha applicato sanzioni per un totale di 32,5 milioni di TL contro le pubblicità ingannevoli.
Nella dichiarazione rilasciata dal Ministero, si afferma che il Consiglio per la Pubblicità, operante all'interno del Ministero del Commercio, ha tenuto la sua 355ª riunione il 13 marzo 2025, dichiarando: "Dei 141 fascicoli esaminati dal Consiglio, 131 sono stati ritenuti contrari alla normativa e per 1 fascicolo è stata disposta la sospensione cautelare. Per i fascicoli risultati non conformi alla normativa, è stata decisa l'applicazione di una sanzione di sospensione unitamente a sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 32 milioni 481 mila 507 TL; inoltre, per 5 fascicoli, è stata disposta la misura amministrativa del blocco dell'accesso al fine di prevenire danni ai consumatori".
Secondo la dichiarazione, durante la riunione in cui sono state esaminate le pubblicità e le pratiche commerciali che influenzano direttamente le scelte economiche e gli interessi dei consumatori, sono stati affrontati temi quali: le vendite scontate nel settore dell'abbigliamento, la mancanza di informazioni complete nel settore tecnologico riguardo al fatto che i prodotti non possiedono le caratteristiche dichiarate o che tali caratteristiche non sono utilizzabili nel nostro Paese, e le pubblicità ingannevoli presentate con la promessa di tasso zero.

ESAMINATE LE VENDITE SCONTATE NON REALISTICHE NEL SETTORE DELL'ABBIGLIAMENTO
Il Consiglio per la Pubblicità ha condotto uno dei suoi controlli settoriali, monitorando da vicino le campagne di vendita scontata, nel settore dell'abbigliamento. A seguito delle indagini, sono state rilevate irregolarità in 8 fascicoli ed è stata decisa l'applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie per un totale di 4 milioni 800 mila TL.
Il Consiglio per la Pubblicità, con i controlli effettuati in questo periodo in cui sono particolarmente attuali le accuse di prezzi esorbitanti, mira a: "Prevenire la manipolazione delle scelte dei consumatori bloccando la percezione di falsi sconti creati su prezzi irrealisticamente alti, ridurre gli effetti negativi sul benessere dei consumatori derivanti da pratiche di marketing che creano l'impressione che venga applicato uno sconto maggiore rispetto alla realtà o che lo sconto sia di durata così breve da non lasciare tempo per riflettere, esercitando pressione sulla volontà del consumatore, e impedire che la concorrenza sleale danneggi l'economia del Paese".
ESAMINATE LE PUBBLICITÀ DI PRODOTTI CHE NON POSSIEDONO LE CARATTERISTICHE PROMESSE
Un'azienda operante nel settore tecnologico, pur creando l'impressione che tutti i modelli di telefoni cellulari della stessa categoria possedessero una funzione specifica, non ha fornito informazioni sul fatto che alcuni modelli ne fossero privi. Questa situazione ha causato l'inganno dei consumatori e, pertanto, è stata applicata una sanzione amministrativa per pubblicità ingannevole.
Un video sulla "Funzione di Riconoscimento Vocale" condiviso sull'account social di un'azienda automobilistica in Turchia, sebbene presente nel pacchetto di dotazioni del veicolo, non può essere utilizzato attivamente a causa dell'infrastruttura nel nostro Paese. Per questo motivo, è stata applicata una sanzione con la motivazione che la pubblicità non rifletteva la realtà e che i consumatori sono stati tratti in inganno.
Nel settore automobilistico, alcune aziende hanno fatto pubblicità con campagne a "tasso 0%", senza però specificare che in realtà era previsto un pagamento anticipato degli interessi. Inoltre, sono state rilevate carenze informative riguardanti i tassi di interesse sui prestiti. È stata disposta la sospensione cautelare di tali pubblicità ingannevoli.
NESSUNA TOLLERANZA PER CHI NON RISPETTA LA SENSIBILITÀ DEI CONSUMATORI E FORNISCE INFORMAZIONI INCOMPLETE
È stato rilevato che, sebbene nelle presentazioni pubblicate sui siti web esteri di alcune calzature messe in vendita in Turchia fosse indicato l'uso di pelle di maiale nei componenti del prodotto, nelle descrizioni dei prodotti presenti sulle pagine di vendita in Turchia venivano utilizzati termini come "pelle" o "pelle naturale". Il Consiglio per la Pubblicità ha deciso di applicare una sanzione di sospensione e una sanzione amministrativa pecuniaria di 3 milioni 457 mila 160 TL nei confronti di 4 aziende risultate colpevoli di aver fornito informazioni incomplete ai consumatori riguardo al contenuto del prodotto.
Fonte della notizia: 12punto
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