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Decisione cruciale della Corte Costituzionale: nuovi obblighi per le piattaforme di e-commerce

La Corte Costituzionale ha revocato l'esenzione di cui godevano finora le piattaforme di e-commerce, che non si ritenevano responsabili per i prodotti difettosi. Con questa modifica, i siti di e-commerce potranno essere ritenuti direttamente responsabili nei casi in cui non sia possibile rintracciare il venditore.

Decisione cruciale della Corte Costituzionale: nuovi obblighi per le piattaforme di e-commerce

Un cambiamento significativo è alle porte nel settore dell'e-commerce in Turchia. Per anni, le piattaforme intermediarie come Trendyol e Hepsiburada, che incassano pagamenti e gestiscono le consegne per conto dei venditori, non si assumevano alcuna responsabilità in caso di prodotti difettosi qualora il venditore fallisse o diventasse irreperibile. Quando i consumatori riscontravano problemi con un prodotto acquistato, potevano rivolgersi solo al venditore tramite la piattaforma, ma in alcuni casi diventava impossibile far valere i propri diritti contro venditori scomparsi o che avevano cessato l'attività.

A seguito di una causa promossa da un consumatore ad Ankara nel 2026, le disposizioni legali in materia sono state portate all'attenzione della Corte Costituzionale. In una causa per danni morali intentata a causa di un prodotto difettoso acquistato online, è stata messa in discussione la conformità alla Costituzione delle norme vigenti.

LA CORTE COSTITUZIONALE HA ANNULLATO DUE ARTICOLI FONDAMENTALI

L'Alta Corte ha annullato due importanti disposizioni che esentavano i fornitori di servizi intermediari dai diritti dei consumatori relativi ai prodotti difettosi. Si tratta degli articoli relativi alle esenzioni previsti sia nella Legge sulla tutela dei consumatori che nella Legge sulla regolamentazione del commercio elettronico. È stato sottolineato che le piattaforme non possono più essere esonerate dalla responsabilità riguardante il contenuto dei prodotti o dei servizi. La decisione è stata presa a maggioranza, con il voto contrario di un solo membro.

Nella sentenza, la Corte ha rilevato che alcune piattaforme di e-commerce, oltre a essere semplici strumenti di comunicazione, possiedono informazioni dettagliate sui prodotti e controllano direttamente le vendite e la logistica. È stato sottolineato che considerare completamente irresponsabili piattaforme che assumono un ruolo così attivo violerebbe i diritti dei consumatori e il diritto di proprietà.

Inoltre, è stato stabilito che le leggi attuali alterano l'equilibrio tra consumatore e piattaforma a svantaggio del primo. Si è concluso che i vuoti normativi che si creano, specialmente quando il venditore non può essere trovato o ha lasciato la piattaforma, sono incompatibili con gli obblighi fondamentali dello Stato.

Un altro dettaglio degno di nota è che le decisioni di annullamento non entreranno in vigore immediatamente. Per evitare un vuoto legislativo, la data di entrata in vigore è stata posticipata di nove mesi rispetto alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del 2 giugno 2026, ovvero a marzo 2027. In questo periodo, la Grande Assemblea Nazionale Turca (TBMM) dovrà emanare una legge che regoli nuovamente la responsabilità delle piattaforme.

Per i consumatori, il nuovo periodo offrirà un vantaggio importante. Quando la normativa entrerà in vigore, il consumatore che non riesce a rintracciare il venditore per un prodotto difettoso acquistato online avrà il diritto di rivolgersi direttamente alla piattaforma. Questa situazione faciliterà notevolmente la tutela dei consumatori, specialmente negli acquisti effettuati da piccoli venditori. Inoltre, si prevede che le piattaforme presteranno maggiore attenzione alla selezione dei venditori e al controllo dei prodotti.

In breve, a partire da marzo 2027, chi acquista sui siti di e-commerce godrà di una protezione legale più forte. Nel settore, con i nuovi obblighi, sono previsti cambiamenti significativi nelle relazioni tra piattaforme e venditori.


Fonte della notizia: 12punto